LAVORI PARLAMENTARI
 

Missioni in Libia: approvate le risoluzioni alla Camera

La Camera, il 2 agosto, ha svolto la discussione sulle linee generali della Relazione predisposta dalle Commissioni Affari esteri e Difesa sulla deliberazione del Consiglio dei ministri e approvato le risoluzioni in merito alla partecipazione dell'Italia alla missione internazionale in supporto alla Guardia costiera libica, adottata il 28 luglio 2017.
Dopo il voto favorevole della Camera, a fine mattinata, è arrivato anche il sì del Senato.
Partirà per prima una nave logistica, perché alcuni mezzi libici devono essere riparati, e un pattugliatore, che accompagnerà il team dei nostri ufficiali che dovranno interloquire con quelli libici. 
A parlare è il ministro della Difesa Roberta Pinotti, ieri in Parlamento insieme al titolare della Farnesina Angelino Alfano per illustrare – con un’informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato – i primi dettagli della missione navale italiana. 
«Se ci saranno nuove esigenze – precisa Pinotti – potranno intervenire le navi dell’operazione 'Mare sicuro', che operano in acque internazionali ». È comunque «escluso il blocco navale», perché si tratterebbe di «un atto ostile». L’aiuto alla Guardia costiera libica deciso la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri arriva «a seguito dell’invito orale e scritto » formulato dal governo di Tripoli, con una lettera datata 23 giugno.
Il nostro Paese fornirà solo un sostegno di natura logistica, tecnica e operativa nel contrasto al traffico di esseri umani, dando risposta alle richieste avanzate al governo Gentiloni dal premier Fayez al-Sarraj.
La missione non lederà in alcun modo la sovranità del paese africano. L’Italia, ha sottolineato il Ministro Alfano, si muoverà in sintonia con l’Europa, nel quadro internazionale «riconosciuto dall’Onu, senza iniziative in solitaria come quelle annunciate (gli hotspot in Libia) ma poi non effettuate dalla Francia.
Per l’Italia non ci saranno oneri aggiuntivi giacché navi e militari impiegati (da 400 a 700) saranno quelli attualmente impegnati nella missione 'Mare sicuro', per la quale è già stata predisposta copertura finanziaria. 


Approvata la legge sull’obbligatorietà dei vaccini

E’ stata approvata, il 27 Luglio, la legge sull’obbligatorietà dei vaccini.
In questi mesi, sul tema dei vaccini, c’è stato un forte interesse dell’opinione pubblica. Purtroppo sono state diffuse anche molte notizie false, prive di qualunque fondamento scientifico, che hanno descritto i vaccini come pericolosi per la salute. Ripetiamo, notizie false. Noi però vogliamo farci carico di tutte le preoccupazioni, senza sottovalutarne nessuna, per questo le nostre scelte recepiscono le indicazioni di tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale. E con questa legge – grazie alla quale vengono resi obbligatori e gratuiti 10 vaccini (prima erano 4),  vogliamo proteggere per prima cosa la salute dei nostri figli.
Perché è così importante vaccinarsi? Perché al contrario di un normale farmaco che tutela la salute del singolo, i vaccini oltre al singolo tutelano anche l’intera comunità, la c.d. immunità di gregge, e rappresentano una prevenzione di sanità pubblica.
Cosa prevede la legge
I vaccini obbligatori e gratuiti diventano 10 (prima erano 4) e ne vengono individuati altri quattro consigliati e raccomandati. Nel dettaglio i vaccini obbligatori sono: l’anti-poliomielitica, l’anti-difterica, l’anti-tetanica, l’anti-epatite B, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae di tipo b.
Quelli obbligatori “a tempo”, cioè solo fino al 2020, sono: l’anti-morbillo; l’anti-rosolia; l’anti-parotite; l’anti-varicella. Quelli consigliati sono: l’anti-meningococcica B e C; l’anti-pneumococcica; l’anti-rotavirus.
Queste dieci vaccinazioni saranno realizzate attraverso due sole somministrazioni, una esavalente e una quadrivalente.
“Mono” Vaccini: Le persone potranno ricevere somministrazioni singole se già immuni da alcune malattie.
Viene creata un’anagrafe nazionale dei vaccini, che raccoglie dati sui soggetti che hanno effettuato la vaccinazione, su chi non può fare la vaccinazione e su eventuali effetti indesiderati.
Viene potenziato il sistema di vaccino-vigilanza attraverso l’Aifa.
Chi riguarda
L’obbligatorietà riguarda i bambini da 0 a 16 anni
L’obbligo di vaccinazione è esteso anche ai minori stranieri non accompagnati.
Sanzioni
I bambini da 0 a 6 anni, se non in regola con le vaccinazioni, non possono accedere all’asilo nido e alla scuola d’infanzia.
I bambini dai 7 ai 16 anni che non abbiano fatto tutte le vaccinazioni possono essere iscritti a scuola e vaccinati successivamente, nei termini previsti dal calendario vaccinale. La mancata presentazione della documentazione fa scattare a carico dei genitori una sanzione economica da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 euro.  
Le Asl si faranno carico di segnalare le vaccinazioni mancanti.
Dall’anno scolastico 2019/2020 tra Asl e scuole ci sarà uno scambio di dati sui bambini e ragazzi, da zero a sedici anni, che non sono in regola con il nuovo obbligo vaccinale. Si dispone che, a partire dall’anno scolastico 2019/2020, i dirigenti scolastici delle scuole, i centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie trasmettano alle Asl, entro il 1° marzo, l’elenco degli iscritti per l’anno scolastico successivo di età compresa da zero e sedici anni. A loro volta, le Asl dovranno inviare entro il 1° giugno gli elenchi completandoli con l’indicazione dei bambini e ragazzi che risultano “non in regola” con gli obblighi vaccinali. Per i servizi educativi dell’infanzia e le scuole dell’infanzia, incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione comporta la decadenza dall’iscrizione.
Fino ad allora si procederà attraverso autocertificazione da parte dei genitori delle vaccinazioni effettuate.

PER APPROFONDIRE


 Aboliti i vitalizi, anche per gli ex parlamentari: approvata la legge Richetti alla Camera

Il 25 Luglio la camera ha approvato la legge con cui vengono aboliti i vitalizi anche per gli ex parlamentari e si equipara il trattamento pensionistico di deputati e senatori a quello dei dipendenti pubblici.  
L’obiettivo della Legge è quello di ricalcolare con un criterio totalmente contributivo anche l’importo delle pensioni attualmente erogate agli ex parlamentari.  Premesso che la riforma del 2012 ha già abolito i vitalizi e dunque i trattamenti pensionistici per i parlamentari in carica dall’attuale legislatura sono già calcolati con il contributivo, dall’entrata in vigore della legge tutti i parlamentari (passati, attuali e futuri) percepiranno pensioni calcolate secondo i principi legge Fornero.
Questo comporta, per chi sarà parlamentare dalla prossima legislatura, un innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti per l'accesso al sistema pensionistico, che saranno identici a tutti gli altri dipendenti pubblici.
I parlamentari eletti dalla prossima legislatura percepiranno la pensione, come tutti gli altri lavoratori, a 66 anni e 7 mesi. L’importo delle 12 mensilità sarà quello ottenuto moltiplicando il montante contributivo individuale per i coefficienti di trasformazione in vigore per i lavoratori dipendenti e autonomi. (Per i deputati della presente e delle scorse legislature valgono invece le regole della riforma del 2012: 65 anni per una sola legislatura 60 anni per chi ne ha più di una).
I contributi versati dai parlamentari saranno gestiti dalle Camere. L'erogazione degli assegni resta così in capo al Parlamento.
Aumentati i casi di sospensione nell’erogazione della pensione. Ora viene sospesa nel caso in cui l’ex parlamentare assuma una qualunque carica pubblica o all’interno di enti pubblici o enti privati in controllo pubblico. Prima la sospensione scattava solo se il parlamentare era rieletto in Parlamento (nazionale o europeo), in un consiglio regionale, nominato componente del governo, assessore regionale o titolare di incarico istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevede l'incompatibilità con il mandato parlamentare. La pensione di reversibilità è totalmente equiparata alle regole della legge Fornero. 
Le Regioni si devono adeguare ai principi della legge; la legge prevede delle sanzioni per le Regioni inadempimenti. Per chi non si adegua arriverà un taglio del 50% delle somme previste nei bilanci delle regioni per questa voce.
PER APPROFONDIRE


Misura Nazionale a contrasto della povertà: via libera al decreto

Il 2 Agosto in commissione Lavoro e Affari sociali è stato approvato il parere sul decreto legislativo attuativo della legge delega sul contrasto alla povertà: la prima misura unica nazionale di contrasto alla povertà prenderà avvio dal primo dicembre, giorno da cui si potrà far domanda per il beneficio. Il decreto legislativo dovrà ora tornare all’esame del Governo per la definitiva approvazione.
Il provvedimento era stato approvato in sede di esame preliminare dal Consiglio dei ministri del 9 giugno scorso. Il decreto introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il reddito di inclusione (ReI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale.
Il reddito d'inclusione, beneficio economico accompagnato da un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, in fase di prima attuazione, potrà contare su circa 2 miliardi di euro e sarà rivolto ai nuclei familiari con figli minori o disabili, donne in stato di gravidanza o persone ultra cinquantacinquenni in condizione di disoccupazione, per arrivare gradualmente, con progressivo incremento delle risorse, a raggiungere tutte le persone in condizione di povertà assoluta. 
Le relatrici concludono osservando che «l'impianto delineato dal decreto legislativo necessiterà di un'implementazione costante e di verifiche sull'attuazione e sull'efficacia, ma l'entrata in vigore della misura consente finalmente all'Italia di riallinearsi al resto dei Paesi dell'Unione Europea, dotandola di uno schema di reddito minimo di ultima istanza».
Il REI è una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all'adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà. Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica. In particolare, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell'Isee, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al REI i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il Rei è compatibile con lo svolgimento di un'attività lavorativa ma non con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

Si articola in due componenti:
– un beneficio economico erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti;
– una componente di servizi alla persona identificata, in esito ad una valutazione del bisogno del nucleo familiare che terrà conto, tra l'altro, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell'educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità e sociali della persona e servirà a dar vita a un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà. 
Il decreto istituisce inoltre la Rete della protezione e dell'inclusione sociale, presieduta dal ministro del Lavoro e composta da rappresentanti dei diversi livelli di governo. È una struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali, nonché di coinvolgimento nelle decisioni programmatiche del terzo settore, delle parti sociali e degli altri stakeholder. La Rete si articola in tavoli regionali e territoriali e ha l'obiettivo di rendere più omogeneo il sistema superando le attuali sperequazioni territoriali. Nello specifico del Rei e al fine di agevolarne l'attuazione, il decreto prevede determinate articolazioni della Rete: si tratta in particolare del Comitato per la lotta alla povertà, come organismo di confronto permanente tra i diversi livelli di governo, e dell'Osservatorio sulle povertà, con il compito di predisporre un Rapporto biennale sulla povertà, in cui sono formulate analisi e proposte in materia di contrasto alla povertà, di promuovere l'attuazione del ReI, evidenziando eventuali problematiche riscontrate, anche a livello territoriale, e di esprimere il proprio parere sul Rapporto annuale di monitoraggio sull'attuazione del Rei.


Intervento del Ministro dello Sviluppo economico Calenda su situazione Fincantieri

Il 2 agosto in aula si è svolta l'informativa urgente del Governo sulla vicenda dell'acquisizione da parte di Fincantieri dei cantieri navali STX Saint-Nazaire. Ha spiegato il MInistero che tra Italia e Francia non c’è ancora un accordo sul dossier dell’acquisizione dei cantieri di Saint Nazaire (Stx) da parte di Fincantieri e che la trattativa è ancora aperta. 
 «Applicheremo con intransigenza le norme sulla golden share e proporremo una norma anti-scorrerie per le aziende quotate» ha dichiarato. «Difendere gli interessi italiani significa difendere i numeri, non è questione di sovranità ma di competitività, alle imprese straniere che vengono ad investire in Italia non chiediamo il passaporto ma il piano industriale» ha aggiunto.   
«Ho sentito affermare – ha continuato Calenda – che l’Italia dovrebbe proteggersi con ritorsioni e dazi contro la Francia. Al di là della non praticabilità ricordo che l’Italia ha un saldo commerciale positivo di 11,4 mld verso la Francia». «Una cosa è difendere con fermezza l’interesse e la dignità nazionale, altra è minacciare chiusure o nazionalizzazioni e ritorsioni basate sulla nazionalità dell’investitore – sostiene Calenda -. Tutte cose che oltre ad essere inattuabili sotto un profilo legale darebbero un segnale di debolezza del paese e causerebbero gravi danni all’economia italiana. Ed anche ragionamenti utili e legittimi sugli assetti proprietari delle reti non possono essere presentati e perseguiti come ritorsioni verso investitori stranieri, ma devono essere valutati puramente sotto il profilo dell’interesse generale».  
Infatti, ha spiegato il ministro, «Come dimostrano i dati su export e investimenti diretti esteri, l’Italia prospera in una dimensione internazionale di scambi e mercati aperti: ricordo che nel 2016 abbiamo raggiunto il record di 417 miliardi di export, mentre nei primi cinque mesi del 2017 la crescita è stata dell’8%, risultato migliore rispetto alla crescita dell’export tedesco +7,2% e doppio rispetto a quello francese. L’anno scorso gli investimenti diretti esteri nel nostro Paese sono cresciuti del 50%. Le aziende a controllo straniero in Italia danno lavoro a più di 1 milione e 200mila persone e producono un fatturato superiore a 500 miliardi di euro».  
Quanto all’ipotesi di dazi sui prodotti francesi, «ricordo che l’Italia ha un saldo commerciale positivo di 11,4 miliardi verso la Francia, che ha attratto un flusso di investimenti francesi pari a 6,1 miliardi e che in Italia le imprese di proprietà francese hanno generato un fatturato di 96 miliardi di euro e danno lavoro a 250mila persone»  
Il ministro Calenda ha ricordato poi che la questione della composizione sarà affrontata nel vertice bilaterale Franco-Italiano del prossimo 27 settembre. «Il governo manterrà, durante questo periodo di ulteriore negoziato, la linea di fermezza che ha sin qui seguito, tenendo però sempre aperto un canale di dialogo costruttivo con il Governo francese. Riteniamo che esistano tutte le condizioni per trovare un accordo su Stx e andare avanti sul progetto di partnership tra Fincantieri e Naval Group».  

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COMUNICATI STAMPA

I deputati Rostellato e Lacquaniti interrogano il Ministro Orlando sulle multe irrogate ai naturisti di Marina di Bibbona

Gli Onorevoli Rostellato e Lacquaniti hanno depositato un'interrogazione sulle multe irrogate ai cinque turisti naturisti pochi giorni fa, nei pressi di Castagneto Carducci, una spiaggia tradizionalmente frequentata dagli appassionati di naturismo.
Cinque turisti del nord Italia (quattro uomini e una donna) sono stati sanzionati dalla polizia con un verbale di 3.333 euro ciascuno perchè facevano il bagno completamente nudi.
Già da tempo i due deputati si sono interessati alla questione naturismo, penalizzato ancora di più a causa delle costose multe a carico dei naturisti, da quando l'articolo 726 del Codice penale " Atti contrari alla pubblica decenza" non è più ritenuto un reato penale ma depenalizzato in sanzione amministrativa.
Nonostante i vari atti parlamentari presentati dai due deputati al fine di tutelare e salvaguardare tale pratica, nonché le numerose sentenze che più' volte hanno sottolineato come il naturismo non sia da ritenere un atto contrario alla pubblica decenza,  ancora una volta a pagare sono i naturisti.
Hanno chiesto pertanto al Ministero della Giustizia se intende, una volta per tutte, escludere la pratica del naturismo da quelle sanzionabili ai sensi dell'art. 726 del codice penale, alla luce anche della sentenza della Corte di Cassazione  (n.3557 del 2000), la quale ha affermato che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti.
LEGGI L’INTERROGAZIONE




ALTRE ATTIVITA’ E ATTIVITA' SUL TERRITORIO 

Una giornata con i pescatori di Chioggia

Un'esperienza unica!
Ho voluto sperimentare con mano il lavoro dei pescatori e così mi sono imbarcata in tarda serata,il 23 luglio,  a Chioggia con un gruppo di pescatori. Senza interferire con il loro lavoro ho voluto vivere l'uscita proprio con i loro tempi. Sono stata sveglia quando loro erano svegli sono andata a dormire in cuccetta quando lo facevano loro: questo per capire cosa significa dormire a spezzoni tra una calata e l'altra delle reti. Ho potuto sperimentare la difficoltà di stare in piedi sul peschereccio e la pesantezza delle posizioni continuative che portano necessariamente a malattie professionali.E' veramente un lavoro durissimo ma al contempo indispensabile, motore trainante della nostra economia e per questo va tutelato e riservato! 
Sto cercando di fare il possibile affinchè vengano riconosciuti i giusti diritti ai lavoratori della pesca, e questa esperienza ha rafforzato questa mia determinazione.
CLICCA SULL'IMMAGINE per vedere il video della giornata


Il partito democratico del Veneto per il Si al referendum sull'autonomia

Lunedi 31 Luglio la direzione regionale del Veneto ha deliberato di sostenere il SI in vista del Referendum sull'autonomia che si terrà il prossimo 22 ottobre.
Sono convinta fosse l'unica scelta che potevamo fare per il bene del popolo veneto, ma sono contenta che dopo una lunga discussione siamo finalmente giunti a deliberarla ufficialmente!

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