NEWS

Banche. Da Mattarella ok a commissione parlamentare d'inchiesta

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. 
La Commissione d’inchiesta, costituita da venti senatori e da venti deputati, nominati dai presidenti delle Camere in proporzione al numero dei componenti dei gruppi, è chiamata a verificare:

  • gli effetti sul sistema bancario italiano della crisi finanziaria globale e le conseguenze dell'aggravamento del debito sovrano;
  • la gestione degli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto, destinatari anche in forma indiretta di risorse pubbliche o posti in risoluzione; per tali Istituti la Commissione analizza numerosi aspetti critici, fra cui le modalità di raccolta della provvista e gli strumenti utilizzati, i criteri di remunerazione dei manager, la correttezza del collocamento presso il pubblico dei prodotti finanziari, soprattutto quelli ad alto rischio, le forme di erogazione del credito, la struttura dei costi, l'osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell'allocazione di prodotti finanziari, nonché degli obblighi di corretta informazione agli investitori;
  • l'efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari poste in essere dagli organi preposti;
  • l'adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare nazionale ed europea sul sistema bancario e finanziario, nonché sul sistema di vigilanza, anche ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie.

La Commissione concluderà i propri lavori entro un anno dalla sua costituzione, e comunque entro la fine della XVII legislatura, presentando alle Camere una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta.
 

CETA – ACCORDO UE CANADA – Facciamo il punto

L’11 luglio con altri colleghi del PD abbiamo avuto una riunione con i Ministri Martina e Calenda per discutere insieme su prospettive e problematiche del Trattato di libero scambio tra UE e Canada (CETA).
In particolare i ministri hanno colto l’occasione dell’incontro per chiarire alcuni punti controversi del dibattito attorno al Ceta che negli ultimi giorni si è fatto sempre più acceso.
L’accordo CETA è da considerarsi altamente positivo, per una molteplice serie di motivazioni.
L’ampliamento delle esportazioni genera ricchezza: non si tratta solo di affermazione di buon senso ma di una esperienza tangibile. Nei quattro anni successivi all’entrata in vigore dell’accordo con la Corea del Sud, le esportazioni dell’Ue verso quel Paese sono aumentate rapidamente (+55% nelle merci e + 40% nei servizi). Di media, ogni miliardo di euro di esportazioni UE supporta in media 14.000 posti di lavoro nell’Unione Europea, i quali tendono ad essere meglio remunerati rispetto a quelli che non dipendono dalle esportazioni: fino al 15% in più nel caso in dei posti di lavoro altamente qualificati.
L’interscambio è peraltro caratterizzato da un buon grado di complementarietà con esportazioni italiane verso il Canada soprattutto di macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, prodotti alimentari e bevande ed esportazioni dal Canada di cereali, pasta di legno, macchinari e combustibili minerali. Si stima che il CETA potrà determinare una crescita dell’interscambio UE-Canada di beni e servizi di circa il 23% equivalente a circa 26 miliardi di euro.
CONTINUA A LEGGERE



LAVORI PARLAMENTARI

Approvata la legge che introduce nel codice penale il delitto di tortura

Dopo anni di attesa, finalmente il 5 luglio la Camera ha approvato la legge che introduce nel codice penale il delitto di tortura, così come richiesto dalla Convenzione ONU del 1984, ratificata dall'Italia con la legge n. 498/1988.

TORTURATORI IN CARCERE: Sono pesanti le pene contro chi tortura. Il nuovo reato introdotto nel codice penale punisce infatti con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza ovvero che si trovi in situazione di minorata difesa, se il fatto è commesso con più condotte ovvero comporta un trattamento inumano o degradante per la dignità della persona.

Pertanto:

– deve sussistere un nesso di causalità tra l'azione posta in essere dall'agente e le acute sofferenza fisiche ovvero il verificabile trauma psichico;
– la condotta deve essere stata connotata da almeno uno dei seguenti elementi: violenze, minacce gravi, crudeltà;
– la vittima deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni: essere persona privata della libertà personale; essere affidata alla custodia (o potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza) dell'autore del reato; trovarsi in situazione di minorata difesa;
– il fatto deve essere stato commesso secondo almeno una delle seguenti modalità:
      a) pluralità di condotte;
      b) oppure tale da comportare un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.

AGGRAVANTE PER GLI AGENTI:
a) la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio dell'autore del reato, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio; la pena prevista è in tal caso la reclusione da 5 a 12 anni (da 5 a 15 anni nel testo Camera);
b) l’avere causato lesioni personali comuni (aumento fino a 1/3 della pena), gravi (aumento di 1/3 della pena) o gravissime (aumento della metà);
c) la morte come conseguenza della tortura, due diverse ipotesi: di morte non voluta, ma conseguenza dell'attività di tortura (30 anni di reclusione, mentre nel testo della Camera era previsto l'aumento di due terzi delle pene); di morte come conseguenza voluta da parte dell'autore del reato (pena dell'ergastolo).
CONTINUA A LEGGERE
 

Reato di propaganda del regime fascista e nazifascista: avvio all’esame

L'Assemblea ha avviato l'esame del testo sull'introduzione nel codice penale del reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.
Le condotte penalmente rilevanti sono individuate nella propaganda d'immagini o contenuti del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco e nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità delle relative ideologie.
Costituisce aggravante del delitto (aumento di un terzo della pena) la propaganda commessa attraverso strumenti telematici o informatici.
PER SAPERNE DI PIU' 


Approvato il DECRETO BANCHE VENETE

Il decreto, approvato alla Camera, è un provvedimento che prima di tutto tutela tutti i risparmiatori: i correntisti, compresi quelli sopra i 100mila euro, e tutti gli obbligazionisti, senior e subordinati, contribuisce a salvare 11.000 posti di lavoro ed evita che 200.000 famiglie e 100.000 piccole e medie imprese si trovino da un giorno all'altro con la loro banca fallita. 
Questa è l'estrema sintesi del decreto sulle banche venete. A differenza di quanto urlato dalle opposizioni, gli unici favori sono sono stati fatti ai risparmiatori e al sistema economico veneto.
Sulla vicenda delle due banche venete, è necessaria un’operazione di verità. Chi ha parlato di “favori alle banche”, è del tutto fuori strada. L’operazione del governo infatti  protegge i risparmiatori e i lavoratori delle banche. Permette di evitare una voragine capace di far franare l’economia veneta e quindi, a catena, di compromettere la salute dell’economia italiana.

La prima domanda da porsi è: che cosa sarebbe successo se lo Stato non fosse intervenuto? Senza questo intervento, ora ci troveremmo davanti a una catastrofe. Il decreto del governo ha, infatti, scongiurato la soluzione estrema del fallimento che avrebbe caricato esclusivamente sui privati il costo. I soldi dei correntisti con più di 100.000 in banca sarebbero stati prelevati forzosamente. Gli azionisti e gli obbligazionisti avrebbero visto azzerati i loro titoli. I circa 11mila dipendenti delle due banche avrebbero perso il loro lavoro. Circa 200mila famiglie e 100mila piccole e medie imprese si sarebbero viste costrette a restituire immediatamente i soldi presi a prestito e quindi, molto probabilmente, a fallire.
L’intervento pubblico, invece, riduce fortemente i danni provocati dalla cattiva gestione delle due banche. La soluzione è quella dello sdoppiamento in good bank e bad bank. La prima, che ha ereditato gli asset per poter garantire la continuità operativa, è stata ceduta a Banca Intesa. La bad bank, invece, è stata trasferita a una società statale perché ottenga il massimo valore dei crediti deteriorati presi in carico per rimborsare i creditori, tra cui lo Stato. In questo modo, i correntisti veneti non hanno trovato le banche e i loro bancomat chiusi.
Nessun lavoratore è stato licenziato (ci saranno solo esuberi volontari). Le famiglie e le imprese possono continuare a contare sui prestiti delle due banche.
PER APPROFONDIRE
 

Piano di ricerca del  CREA: parere favorevole della commissione agricoltura

La  commissione Agricoltura della Camera, su proposta del relatore, ha dato all'unanimità parere favorevole al Piano di ricerca del  CREA 

Tale Piano di ricerca straordinario, di durata triennale, si articola in due grandi progetti (o aree tematiche) denominati, rispettivamente, «Biotecnologie sostenibili per l'agricoltura italiana» e «AgriDigit-Agricoltura digitale» e prevede anche una terza parte (Investimenti) relativa alla realizzazione di strutture ed all'acquisto di attrezzature 
Il parere favorevole è stato alle seguenti condizioni:
– astenersi da progetti di ricerca che utilizzino tecniche che potrebbero portare all'ottenimento di materiale genetico con DNA esogeno, attenendosi al pronunciamento della Corte di giustizia sui confini delle nuove tecnologie di miglioramento genetico; 
-inviare  al Parlamento le schede di ricerca con le relative ricadute economiche  e ambientali; incrementare il finanziamento per la filiera olivicola; 
-promuovere  la biodiversità agroalimentare e valorizzare la ricerca nel biologico; 
-definire le questioni brevettuali e assicurare il diritto di accesso degli agricoltori alle sementi e alle varietà tradizionali e locali; 
-utilizzare le professionalità dei ricercatori  del CREA con  competenza specifica per la realizzazione del Piano di ricerca con l'impegno a reperire i mezzi finanziari per trasformare a tempo indeterminato il rapporto di lavoro.

 Lo schema di decreto approvato demanda al CREA la promozione di un piano triennale di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica al fine di garantire il rilancio delle attività di ricerca e sperimentazione in agricoltura, favorire lo sviluppo di nuove tecnologie a supporto delle produzioni agricole, ed accrescere il sistema delle conoscenze a sostegno dello sviluppo del settore agricolo nazionale e della tutela del made in Italy, a tal fine autorizzando, la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2016 e di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.



COMUNICATI STAMPA

Indennità ai lavoratori per fermo pesca 2017, Rostellato (PD): ancora manca il decreto attuativo

La deputata Rostellato Gessica presenta un'interrogazione parlamentare per sollecitare il Ministero ad intervenire con urgenza.

"Il comma 346 della legge di stabilità per il 2017 ha previsto che per l'anno in corso venga riconosciuta per ogni lavoratore dipendente da imprese adibite alla pesca marittima, compresi  i  soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca , un'indennita' giornaliera onnicomprensiva pari a 30 euro per garantire un sostegno al reddito  nel  periodo  di  sospensione  dell'attivita' lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio – commenta – ma siamo già a luglio e non risulta emanato alcun decreto attuativi nè alcuna circolare esplicativa che disciplini l'erogazione di questa indennità!"

"Nonostante le sollecitazioni delle parti sociali nulla si è mosso e a fine luglio è previsto il fermo pesca!- incalza – ho chiesto al Ministero dell'agricoltura se intende agire al più presto affinchè venga resa operativa la disposizione contenuta nella legge di bilancio visto, soprattutto, l'imminente periodo di fermo pesca previsto" – conclude.
LEGGI L'INTERROGAZIONE




ALTRE ATTIVITA’ 

BANCHE VENETE, delegazione Pd ha incontrato associazioni risparmiatori Veneto

Il 12 luglio alla Camera dei Deputati, su richiesta dei rappresentanti di alcune associazioni di risparmiatori/azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza (Adusbef, Codacons Veneto, EzelinoIII da Onara, Associazione Vitale) , si è un incontro con una delegazione di deputati del Partito Democratico per rappresentare le istanze dei risparmiatori vittime di frodi finanziarie perpetrate dagli amministratori delle due popolari, con particolare preoccupazione per
i casi sociali più gravi.
Le associazioni hanno condiviso la necessità dell’approvazione del decreto per salvaguardare la continuità del sistema economico veneto, ma hanno chiesto garanzie sui risarcimenti agli azionisti. I deputati hanno manifestato vicinanza rispetto al dramma dei risparmiatori raggirati e di un territorio che ha subito una catastrofe finanziaria, assumendo l’impegno a cercare insieme delle soluzioni possibili in prossimi provvedimenti per dare una giusta risposta alle legittime ragioni di chi è stato vittima di un sistema illegale. Su questo i deputati veneti del Pd hanno già depositato oggi una serie di ordini del giorno per impegnare il Governo ad assumere iniziative specifiche a favore dei piccoli azionisti frodati, degli azionisti che hanno già transatto e a garanzia delle imprese.
Dall’incontro è emerso anche l’auspicio che la magistratura faccia rapidamente chiarezza sulle responsabilità degli ex vertici aziendali. Inoltre il gruppo del Pd ha assicurato l'impegno a far partire al più presto i lavori della Commissione d’Inchiesta, già approvata, per far luce sulle crisi bancarie e verificare anche l'operato delle autorità di vigilanza.

 

NUOVO CASELLO AUTOSTRADALE MONSELICE SUD su SR104

Martedì 11 Luglio, con il Sindaco di Monselice Francesco Lunghi, siamo andati a Roma presso il Ministero dei Trasporti. 
E' da tanto che seguiamo attentamente il progetto del nuovo casello e questa sera, in consiglio comunale, il Sindaco comunicherà l'esito dell'incontro e i vari adempimenti burocratrici da effettuare con autostrade per l'Italia e Ministero.
Come deputata e rappresentante del territorio ho provveduto, organizzando i vari incontri affinchè il Ministero prendesse in considerazione il progetto!
Da questo ultimo incontro è risultato che non vi è opposizione da parte del Ministero nei confronti nell'opera, ma sarà ovviamente necessario procedere nei prossimi mesi con tutti gli adempimenti burocratici previsti, che auspico si concluderanno al piu" presto con l'assenso ufficiale e definitivo da parte del Ministero!
Si tratta di un'opera importante per il nostro territorio che potrebbe dare slancio non solo a Monselice ma a tutte le zone industriali che si affacciano sulla Sr104.

 

Convegno “Nuova legge contro il lavoro nero, uno sguardo dal campo”


Il 18 luglio sono stata presente al convegno “Nuova legge contro il lavoro nero, uno sguardo dal campo” organizzato dalla Cia-Agricoltori Italiani in cui si è fatto un bilancio sulla legge approvata poco meno di un anno per contrastare il caporalato.
La legge era incentrata soprattutto sulla revisione dell'art. 603 bis del codice penale con lo scopo di ampliare la responsabilità dello sfruttamento dal caporale al datore di lavoro che utilizza il personale.
Come avevo fatto notare a suo tempo, la norma penale non é stata scritta con sufficiente precisione e, non essendo stati emanati ulteriori documenti esplicativi, rimangono ancora molti dubbi interpretativi sulla stessa che certo non aiutano i datori di lavoro onesti ad agire in totale tranquillita'.
Pur ribadendo l'importanza di una norma sul contrasto al caporalato sono state presentate delle proposte di modifiche al testo (sostanzialmente le stesse che avevo presentato in fase di discussione del testo) e vi è stata una apertura a riflettere sulla revisione della norma penale da parte dei Ministri Poletti e Orlando nel caso il monitoraggio dei casi reali rilevasse in effetti delle problematiche.
Inoltre si è anche fatto presente, vista la presenza dei Ministri, che attualmente le disposizioni più importanti contenute, cioè organizzazione trasporti e collocamento, non risultano ancora attuate.
Come ha voluto osservare il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino la quasi totalità degli agricoltori opera nella piena legalità, e che la rappresentanza degli agricoltori è pronta a fare la propria parte affinché siano significativamente ridotti i reati nel settore.