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“La Scuola al Centro”, online la graduatoria finale del bando


Oltre 1 milione di ore di attività aggiuntive da svolgere in orario extra scolastico, di pomeriggio o nei mesi estivi, 4.633 scuole finanziate per uno stanziamento totale di oltre 187 milioni di euro: sono alcuni numeri del bando de “La Scuola al Centro”, iniziativa lanciata lo scorso autunno per favorire il potenziamento dell’offerta formativa delle scuole, contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inclusione sociale. 

Dal 26 giugno sono disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le graduatorie finali del bando, che ha fatto seguito alla sperimentazione attivata nel corso del 2016 per l’apertura straordinaria, in estate, delle scuole in quattro città: Milano, Roma, Napoli, Palermo.

Le scuole finanziate sono 4.633, per uno stanziamento totale di oltre 187 milioni di euro (fondi PON – Programma Operativo Nazionale). Di questi:

-74,7 milioni vanno alle scuole delle Regioni più sviluppate, dove si è registrato un tasso di adesione all’avviso del 37,38%;

-9,5 milioni vanno agli istituti delle Regioni in transizione, con un tasso di adesione delle scuole del territorio al bando del 41,16%;
-102,9 milioni alle Regioni in ritardo di sviluppo, che hanno registrato adesioni oltre l’81%.
 
Quello de “La Scuola al Centro” è stato il primo bando PON a carattere nazionale: i precedenti erano sempre riservati alle Regioni del Sud che, per questo, hanno fatto registrare una partecipazione molto alta anche in questa occasione.
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Sprechi alimentari, 500 mila euro per finanziare progetti innovativi

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali promuove una selezione nazionale per il finanziamento di progetti innovativi finalizzati a limitare gli sprechi e all'impiego delle eccedenze alimentari.
Il bando, previsto dalla legge contro gli sprechi alimentari, prevede lo stanziamento di 500 mila euro. Per ciascun progetto è previsto un finanziamento massimo di 50 mila euro.
I progetti potranno essere presentati entro il 21 luglio 2017.
 
I progetti dovranno riguardare:
 
-la prevenzione o la diminuzione delle eccedenze attraverso il miglioramento del processo produttivo, di raccolta dei prodotti agricoli, o di distribuzione;
-progetti di ricerca e di sviluppo tecnologico sull'aumento della durata dei prodotti agroalimentari attraverso l'uso di prassi, prodotti, macchinari, tecnologie o l'uso di imballaggi innovativi per aumentare la shelf life degli alimenti;
-software per l'uso intelligente del magazzino industriale, per la limitazione degli sprechi e il recupero delle eccedenze nella ristorazione o a livello domestico;
-il recupero e il riutilizzo di prodotti agroalimentari di seconda scelta che attualmente non hanno mercato o hanno mercati residuali;
-il recupero e il riutilizzo di sottoprodotti o di residui derivanti dalla raccolta, dalla lavorazione principale o dalla preparazione degli alimenti;
-il recupero degli alimenti invenduti e destinati a mercati rivolti alle fasce meno abbienti;
-il recupero degli alimenti da destinare agli indigenti anche attraverso l'utilizzo del servizio civile nazionale.
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SPORT, Regione Veneto: Avviso presentazione proposte di eventi, progetti e campagne promozionali

La Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sport, Cristiano Corazzari, ha approvato l’avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per l’anno 2017 per la realizzazione di manifestazioni ed eventi in ambito sportivo, definendo nel contempo le modalità di presentazione e i criteri per la valutazione dei progetti. 
 
“Il Piano esecutivo annuale per lo sport – spiega l’assessore – ha fissato in 220 mila euro complessivi l’ammontare delle risorse del 2017 da destinare all’organizzazione di eventi, progetti e campagne promozionali per lo sport. Potranno presentare proposte il CONI, il CIP, le federazioni sportive nazionali e le loro articolazioni territoriali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, le Università degli studi e le Istituzioni scolastiche del Veneto, le  associazioni con personalità giuridica e quelle prive di personalità giuridica ma costituite da almeno un biennio, le società sportive di capitali o cooperative, i comitati organizzatori regolarmente costituiti e altri soggetti dai cui statuti si evincano le finalità sportive, ricreative e motorie, e non lucrative”.
 
La proposta progettuale deve essere presentata e sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto giuridico proponente, utilizzando come frontespizio della proposta il modello approvato dalla Regione del Veneto, reperibile nel sito internet regionale all’indirizzo www.regione.veneto.it/web/sport/bandi-e-finanziamenti e dovrà essere trasmessa entro il 30° giorno dalla data di pubblicazione dell’avviso sul B.U.R. Veneto.
    
Per ulteriori informazioni contattare gli uffici all’indirizzo: sport@regione.veneto.it 
 



LAVORI PARLAMENTARI

Approvato il provvedimento per la Tutela del patrimonio cultrale

Il provvedimento approvato il 23 giugno alla Camera si propone di riformare le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale.  Attualmente le norme di riferimento si ritrovano in parte  nel codice penale e più  dettagliatamente nel Codice dei beni culturali  e del Paesaggio di cui al D. Lgs. 22 gennaio 2004 , n. 42, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.

La Costituzione in base al disposto degli articoli 9 e 42, richiede che alla tutela penale del patrimonio culturale sia assegnato un rilievo preminente e differenziato nell'ambito dell'ordinamento giuridico e colloca con tutta evidenza la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione a un livello superiore rispetto alla mera difesa del diritto all'integrità del patrimonio individuale dei consociati.

GLI OBIETTIVI DELLA RIFORMA SONO:

·         Fornire coerenza sistematica del quadro sanzionatorio penale, attualmente tra “confuso” tra codice penale e codice dei beni culturali;

·         introdurre nuove fattispecie di reato adeguate al cambiamento dei tempi e alla modernità, nonché alla consapevolezza, sempre crescente, del valore incommensurabile del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese;

·         innalzare le pene edittali, così da attuare pienamente il disposto costituzionale che richiede una tutela differenziata e preminente rispetto a quella offerta alla tutela della proprietà privata;

·         introdurre aggravanti quando oggetto di reati comuni siano beni culturali.

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Approvata la legge per la tutela dei corpi politici, amminsrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti

La legge, approvata in via definitiva il 22 giugno 2017 dalla Camera dei deputati, intende rafforzare gli strumenti penali contro le intimidazioni ai danni degli amministratori locali, che negli ultimi anni hanno assunto dimensioni preoccupanti. Una proposta di legge fortemente voluta dalle due associazioni che in Italia più si incaricano di rappresentare le istanze degli amministratori locali, ANCI e l’associazione Avviso pubblico.

La proposta di legge ha origine dal lavoro svolto dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni ai danni degli amministratori locali che ha evidenziato come i suddetti illeciti, pur realizzandosi con modalità diverse (aggressioni, minacce via email, via telefono o sui social network, danneggiamenti, recapito o ritrovamento di proiettili o carcasse di animali) abbiano in comune la qualità soggettiva della vittima nel suo ruolo di amministratore locale. Si tratta infatti di atti tutti volti a intimidire l'amministratore prevalentemente in relazione all'integrità della sua persona e dei suoi beni, minacciando, al tempo stesso, il buon andamento della pubblica amministrazione.

L’assenza, nel nostro ordinamento, di norme specifiche ha fatto sì che le intimidazioni venissero perseguite in relazione a fattispecie illecite poste a tutela di beni individuali, senza considerare adeguatamente la plurioffensività di tali condotte.

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COMUNICATI STAMPA

Rostellato(PD) : vendita zillo-buzzi ci sia dialogo con il territorio

"Apprendo la notizia dell'acquisizione da parte del gruppo Buzzi – Unicem del 100% del gruppo Zillo, con conseguente passaggio anche degli stabilimenti di Este, Monselice e Fanna alla multinazionale.

Non è naturalmente mio compito entrare nei dettagli di un accordo tra due imprese, ma quello che mi preme è invece che ci sia un rapporto di dialogo con il territorio da parte della azienda acquirente: la bassa padovana è una zona molto particolare d'Italia, con delle sue particolari specificità e con una popolazione molto attenta alle tematiche ambientali. E' quindi necessario che chi entra attraverso degli stabilimenti presenti qui, con la prospettiva di svilupparne la produzione, si ponga con un atteggiamento positivo e dialogante verso questo territorio, intendendo con questa espressione sia le istituzioni che i cittadini e le associazioni, che costituiscono l'intelaiatura di questa comunità"
 

Ancora restrizioni dalla Commissione Europea sulla pesca dei piccoli pelagici, Rostellato (PD): dobbiamo tutelare le nostre imprese

E’ al vaglio della commissione pesca del Parlamento europeo il regolamento per istituire un piano pluriennale per gli stock di piccoli pelagici nel Mare Adriatico e per le attività di pesca per ridurre i prelievi di acciughe e sardine nel mar Mar Adriatico. Il regolamento denuncia come nell’Adriatico acciuga e sardina siano ancora sovrasfruttate e che gli stock siano quindi destinati a ridursi ulteriormente. La maggior parte delle catture sono realizzate in Italia e Croazia nella parte settentrionale del Mare Adriatico. Gli unici altri stati membri che partecipano a questa attività di pesca sono la Slovenia con meno dell’1% delle catture  totali e l’Albania e il Montenegro, che rappresentano una quota parimenti esigua di catture.

“Pur condividendo la finalità di tutela delle specie – commenta la Rostellato – non possiamo non pensare alle  ricadute economiche e sociali che tale provvedimento potrebbe comportare sulle nostre piccole imprese di pesca artigianale che traggono reddito esclusivamente dalla pesca dei piccoli pelagici in Adriatico e dei suoi loro lavoratori”

“Il settore della pesca italiana vive già da alcuni anni una situazione di grave crisi e la condizione attuale del settore non permette ulteriori restrizioni senza che vengano almeno valutati gli impatti che tali politiche restrittive potrebbero avere – prosegue – quindi ho chiesto al Governo, spiegando la problematica, quale posizione intende assumere in sede di Consiglio europeo nel caso il Parlamento non fosse in grado di bloccare o modificare in maniera radicale il provvedimento. Non possiamo sottovalutare la situazione, ci sono in ballo troppi rischi per le nostre piccole medie imprese ittiche. Auspico quanto prima una revisione del Regolamento – conclude”

TESTO DELL’INTERROGAZIONE



ALTRE ATTIVITA’ E ATTIVITA’ SUL TERRITORIO
 
INCONTRO – PFAS:IL PIU’ GRANDE INQUINAMENTO VENETO
L’inquinamento delle falde da perfluoroalchilici – i famigerati Pfas – resta uno dei temi più toccati dall’agenda politica locale. Ne abbiamo parlato al ristorante La Mandria di Ospedaletto Euganeo il 23 giugno. Oltre a me, presenti anche il Sindaco di Ospedaletto Scarpin, la consigliera regionale Cristina Guarda, il dirigente medico dell’Asst di Mantova Massimo Garofano, esperto di endocrinologia e il dott. Peruzzi esperto di trattamento acque. Ecco alcuni scatti