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MIA INTERPELLANZA SU LEGGE VENETO ONICOTECNICI

 Si è svolta il 17 febbraio  la mia interpellanza urgente in aula relativa alla Legge Veneta n. 30 del 30/12/2016 collegata alla Legge di Stabilità regionale 2017 che istituisce la nuova figura professionale di onicotecnico.
La Regione Veneto con tale provvedimento travalica i propri limiti di competenza 'Stato-Regione'!
La Corte Costituzionale infatti ha costantemente affermato che la potestà legislativa regionale nella materia delle “professioni” deve rispettare il principio secondo cui l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, solo ed esclusivamente allo Stato.
Ne deriva quindi che le Regioni non possono, in nessun caso, dar vita a nuove figure professionali (vedi sentenze n. 138 del 2009, n. 93 del 2008, n. 300 del 2007, n. 40 del 2006 e n. 424 del 2005).
Attualmente, solo chi è in possesso di qualifica professionale di estetista, acquisita nel corso di un triennio, può effettuare trattamenti estetici e decorativi sulle unghie.

Il sottosegretario Bressa, nel rispondere alla mia interpellanza, ha confermato il fatto che l'istituzione di una nuova figura professionale è di esclusiva competenza dello Stato, e che al momento, non essendo scaduti i termini per impugnare il provvedimento veneto(lo Stato ha 60 giorni per impugnare un provvedimento regionale), è in corso l'istruttoria per la verifica dei requisiti di illegittimità!Il 28 febbraio sapremo l'esito finale!
Auspico che, come per le altre sentenze citate anche dal sottosegretario, sia dichiarato illegittimo anche  questo provvedimento veneto, sia per non svilire l'attività di estetista, sia e soprattutto per la tutela del consumatore finale.

Qui illustrazione, risposta e replica

PROBLEMATICHE ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI: MIA INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE

La rottamazione delle cartelle esattoriali, come previsto dal Decreto Legislativo n. 193 del 22 ottobre 2016
seppur in linea con la volontà del legislatore di favorire il pagamento delle cartelle esattoriali a condizioni decisamente  più favorevoli rispetto alla normale rateazione delle cartelle sta causando non pochi problemi alle aziende!
Il punto è il seguente: l’impresa che chiede l’accesso alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali relative a contributi previdenziali, risulta con DURC irregolare fino a quando non paga la prima o unica rata prevista dal piano messo a punto con Equitalia in seguito alla richiesta con la conseguenza che risulta pregiudicata la partecipazione a gare e appalti e a tutti gli adempimenti che richiedono un DURC in corso di validità.
Un evidente disallineamento normativo, se si pensa che la rottamazione è stata prevista proprio per agevolare la regolarizzazione fiscale e contributiva. Sarebbe auspicabile che l'azienda che ha presentato l'istanza venisse ritenuta "regolare" almeno fino alla prima scadenza prevista a luglio 2017 e che l'irregolarità eventualmente venisse registrata in caso di mancato versamento della prima rata, o in alternativa che l'azienda potesse versare la prima rata a sua scelta dal momento della richiesta e fino al 31 luglio in modo che se in tale lasso di tempo avesse necessità di richiedere il durc potrebbe adeguarsi effettuando prima il pagamento della prima rata e non risultando quindi irregolare.
Ho chiesto quindi al Ministro se sia a conoscenza della problematica e se intenda urgentemente agire affinché tale situazione venga al più presto risolta.
QUI L’INTERROGAZIONE (Clicca qui)

APPROVATO IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO 

Il Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2017 ha approvato in via definitiva il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che delinea lo sviluppo del settore nei prossimi sei anni per rilanciare la leadership italiana sul mercato turistico mondiale.

Il Piano, presentato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini – già approvato all’unanimità dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria (14 settembre 2016), dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (15 settembre 2016) – ha concluso l’iter parlamentare accogliendo le osservazioni emerse nel corso del dibattito, in particolare riguardo all’esplicita attenzione alle aree del terremoto e l’integrazione delle politiche turistiche con quelle di industria 4.0.  Ottenendo l'approvazione definitiva del Governo, esso diventa lo strumento dal quale discenderanno azioni operative in termini di provvedimenti per il settore.

“Un documento di svolta, elaborato con il pieno coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli esperti del settore, che rafforza l’idea di Italia come museo diffuso e, proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti”, ha affermato il Ministro dei Beni e Attività Culturali e Turismo Dario Franceschini, che ha aggiunto: “i dati del 2016 sono molto positivi: per i principali centri di ricerca, gli arrivi internazionali hanno abbondantemente superato i 60 milioni. Il Piano permette di delineare le azioni concrete per governare in maniera intelligente e sostenibile la crescita del turismo in Italia nei prossimi anni”.
Da parte nostra abbiamo sollecitato e ottenuto che la commissione Attività produttive della camera sottolineasse al Governo la necessità di inserire nel piano anche gli agriturismi, piccole realtà che non sono maggioritarie nell'offerta turistica che ma che sono importanti sia per garantire un'accoglienza di tipo "rurale" e "naturalistica" che per esaltare i prodotti e le eccellenze della nostra agricoltura italiana.

PRESENTATAZIONE ASSICURAZIONE RICAVI GRANO 

Martina: Italia prima in Ue a sperimentare questa nuova forma di tutela del reddito degli agricoltori
Il 16 Febbraio presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è stata presentata dal Ministro Maurizio Martina, e per Ismea dal Presidente Enrico Corali e dal Direttore generale Raffaele Borriello, la prima assicurazione sui ricavi per il settore cerealicolo. Si tratta di uno strumento sperimentale e innovativo per la gestione del rischio per i produttori di grano duro e tenero.
Un produttore agricolo di grano oggi può sottoscrivere la polizza ricavo, pagando un premio alle assicurazioni che viene coperto per il 65% dall'agevolazione del Ministero. Nel caso il ricavo scenda del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro, l'agricoltore riceverà dalla compagnia assicurativa un indennizzo per la perdita di reddito.
Per avviare la sperimentazione è prevista anche la riassicurazione di Ismea, in modo da offrire alle compagnie assicurative una forma di protezione da eventuali perdite in questa prima fase di lancio delle polizze.
Questa polizza è aggiuntiva rispetto alle garanzie tradizionali contro le avversità come gelo, siccità alluvione o eccesso di neve, grandine o sbalzi termici.
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LAVORI PARLAMENTARI

 

APPROVATO IL DECRETO #SALVARISPARMIO

Il 16 Febbraio alla camera abbiamo approvato il decreto #salvarisparmio. Un passo avanti sia per garantire maggiore sicurezza economica a famiglie e imprese sia per tutelare il risparmio e migliorare l’accesso al credito.

Con questo provvedimento il Governo dispone, infatti, interventi volti a tutelare il risparmio, grazie ai quali potrà incidere sulla liquidità e sul patrimonio delle banche.
Nel corso degli ultimi anni, il sistema bancario italiano è stato sottoposto a condizioni di crescente difficoltà, legate a molteplici fattori: la prolungata recessione, che ha portato a una significativa contrazione economica e ha avuto come conseguenza l'aumento delle insolvenze delle imprese e l’aumento significativo di crediti deteriorati, i tassi di interesse molto bassi che ha portato una diminuzione della redditività delle banche, da ultimo una struttura dei costi molto rigida.
In particolare:
per quanto riguarda gli interventi per garantire la liquidità, il Tesoro potrà rilasciare alle banche che lo chiedono una garanzia su nuove obbligazioni da emettere, a fronte del pagamento di una commissione. Grazie alla garanzia pubblica, le obbligazioni emesse dalle banche presenteranno per il sottoscrittore il grado di rischio dello Stato e non quello della banca emittente. In questo modo le banche potranno avere accesso al mercato anche se sottoposte a tensioni e reperire le risorse finanziarie di cui avessero bisogno a condizioni analoghe a quelle dello Stato italiano.
relativamente agli interventi per rafforzare il patrimonio, le banche che solo nello scenario avverso di una prova di stress presentino una carenza patrimoniale possono chiedere una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato. Per beneficiare dell'intervento pubblico la banca sarà tenuta a preparare un programma di rafforzamento patrimoniale da sottoporre all’approvazione della Banca Centrale Europea. In conformità al quadro normativo europeo sulla gestione delle crisi e sugli aiuti di Stato, l’intervento di ricapitalizzazione precauzionale non comporta in questo caso l’avvio di una procedura di risoluzione, né l’applicazione delle disposizioni sul cosiddetto bail-in ;
infine, con riguardo allo schema di tutela dei risparmiatori, il decreto legge contempla la possibilità che la banca interessata da una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, che comporta la conversione delle obbligazioni subordinate in azioni, offra obbligazioni non subordinate in cambio delle azioni frutto della conversione. Il Tesoro può acquistare tali azioni.  Al termine della procedura di compensazione orientata a tutelare i risparmiatori, coloro che inizialmente detengono obbligazioni subordinate si troverebbero quindi a possedere obbligazioni non subordinate.
Per il finanziamento di queste operazioni viene creato un fondo con una dotazione di 20 miliardi di euro, al quale il Governo potrà attingere per i singoli interventi sul capitale e sulla liquidità.
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MODIFICHE AL TESTO UNICO CONCERNENTE L'ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI,L'ELEZIONE DEGLI ORGANI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, NONCHE' ALTRE NORME IN MATERIA ELETTORALE: PROPOSTA APPROVATA IN AULA

Il 16 Febbraio, la camera ha approvato la proposta di legge che modifica il procedimento di elezione della Camera dei deputati,  l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, nonché altre norme in materia elettorale.
La proposta di legge, in estrema sintesi, ha un duplice oggetto.
In primo luogo, essa introduce alcune misure, prevalentemente attraverso modifiche al procedimento elettorale, per assicurare maggiore trasparenza alle elezioni ed impedire eventuali distorsioni del voto. A tal fine vengono modificate diverse disposizioni relative a:
-urne e cabine elettorali;
-composizione degli uffici elettorali di sezione (i c.d. seggi elettorali), compresi i rappresentanti di lista;
-trasmissione dei plichi elettorali e ampiezza dei seggi elettorali; assunzione di personale nelle società pubbliche in prossimità delle elezioni.
In secondo luogo, viene data la possibilità di votare anche a coloro che si trovano al di fuori del comune di residenza.
Il provvedimento approvato, sarà trasmesso al Senato.
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CREA: QUESTION TIME IN AULA

Il 31 Gennaio, il Ministro Martina ha risposto in aula ad un question time relativo alle ulteriori iniziative che il Governo intende porre in essere per rafforzare la ricerca pubblica in campo agricolo e agroalimentare.
La legge di stabilità del 2015 ha previsto la riorganizzazione e la razionalizzazione degli enti di ricerca in agricoltura vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nel nuovo ente CREA, così come stabilito, l'obiettivo era e resta quello di adeguare il sistema della ricerca del settore alle sfide a cui è chiamata a rispondere l'agricoltura: da una parte, le grandi sfide globali poste da un mondo in cui il cibo prodotto non è sufficiente ai suoi abitanti, da un mondo che chiede una crescita sostenibile, un mondo che chiede un uso consapevole delle risorse come acque e suolo; dall'altra, le sfide poste dall'Italia: sono sfide poste dal nostro Paese, che riconosce nel settore agricolo un settore strategico per il rilancio e la crescita dell'intero Paese. In attuazione della normativa, sono già stati di recente adottati un nuovo statuto per l'ente CREA e un piano di razionalizzazione per il settore. Con il Question time il Pd ha chiesto quali ulteriori impegni ha intenzione di prendere in tal senso il Governo nel settore.
Il Ministro Martina, nel rispondere ai colleghi deputati, ha ricordato il costante lavoro di questi mesi volto 
al rafforzamento della ricerca pubblica in campo agricolo e agroalimentare, attraverso e sopratutto la valorizzazione dell'ente CREA ed ha ricordato che proprio pochi giorni fa il CREA è entrato, per la prima volta nella top 10 europea degli enti di ricerca per i finanziamenti ottenuti. 
Si è trattato, come ha ricordato il Ministro, di un riconoscimento, innanzitutto, della professionalità dei nostri ricercatori nel campo agricolo e agroalimentare e, in particolare, dell'esperienza che il CREA ha potuto ereditare dagli istituti da cui proviene, in particolare dal CRA e da tutte le altre realtà che hanno contribuito alla costruzione del nuovo soggetto CREA. 
Il CREA come ha spiegato il Ministero, è impegnato sul fronte dell'agricoltura di precisione, come si ricordava, avendo, in particolare, coordinato la redazione delle linee-guida entrate nel programma «Industria 4.0» del Governo e per quanto riguarda, poi, gli aspetti di riorganizzazione interna, di recente è stato approvato il piano di razionalizzazione, che realizza un rilevante contenimento dei costi delle strutture e le efficienta. Il Governo ha approvato il nuovo statuto dell'ente in un testo condiviso con il Parlamento, che avvia il percorso di definizione della nuova governance dell'istituto. Su questo aspetto, in particolare, l'obiettivo è quello di assicurare, in tempi brevissimi, ampia stabilità organizzativa all'istituto, non solo a garanzia della sua importante missione istituzionale, ma anche nell'ottica della valorizzazione di tutto il personale di ricerca.
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