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SCUOLA: LA GUIDA PER RIDURRE I CONSUMI DI ENERGIA E USARE I FONDI GREEN  

E’ stata presentata a Roma il 19 Aprile la “Guida all’efficienza energetica negli edifici scolastici”, realizzata dall’ ENEA e dalla Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, uno strumento operativo per gli interventi di riqualificazione energetica nelle scuole. Si tratta di un manuale di facile lettura che in settanta pagine affronta i temi della diagnosi energetica, degli interventi sull’edificio e sugli impianti (con alcuni esempi di scuole efficienti in Italia) e degli strumenti finanziari pubblici e privati a disposizione di dirigenti scolastici e Amministratori. Oltre ai 350 milioni di euro dal fondo Kyoto recentemente sbloccati dal Ministero dell’Ambiente, per la realizzazione degli interventi di  riqualificazione dell’edilizia scolastica sono a disposizione finanziamenti nazionali, fondi strutturali europei e il  Conto Termico che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

 

GIANCARLO GALAN NON E' PIU' DEPUTATO DELLA REPUBBLICA
Giancarlo Galan non è più deputato. Il 28 aprile l'Aula della Camera ha infatti approvato la relazione della Giunta  delle elezioni di Montecitorio che ne decide la decadenza dal seggio di Montecitorio sulla base della legge Severino. I voti sono stati  388 favorevoli, 40  contrari e 7 astenuti. 

DIFFUSI I DATI INPS SUI CONTRATTI  

Sono stati diffusi il 19 aprile dall'INPS i dati sui contratti di lavoro che evidenziano, a febbraio 2016, un rallentamento complessivo delle assunzioni. Probabilmente il calo è dovuto al boom di assunzioni registrato a dicembre 2015, ultimo mese in cui era usufruibile l'esonero contributivo triennale pieno.
Q​uesto è stato un vantaggio anche per i lavoratori che hanno visto così anticipata la loro assunzione con un contratto a tempo indeterminato.
I dati confermano l'effetto positivo determinato sul mercato del lavoro dalle nuove regole introdotte dal Jobs Act e dal meccanismo della decontribuzione. Le cifre relative all'anno 2015, indicano un marcato aumento dei contratti a tempo indeterminato, con un significativo  + 911mila unita rispetto al 2014.
Va sempre ricordato che è buona cosa fare le valutazioni su archi temporali annuali per avere una idea piu chiara delle variazioni. 
 Questa continua rincorsa dei dati  alla ricerca di qualsivoglia significato porta solo a  polemiche e allarmismo inutile. Il mondo del lavoro è cosi complesso che spesso ha poco senso ridurlo a numeri e percentuali.

 

Earth Day
EARTH DAY: SEGNALE DI GRANDE RESPONSABILITA’
“L’Earth day è un segnale di responsabilità condiviso. Possiamo discutere dei mezzi di trasporto dell’energia rinnovabile ma credo che la prima sfida oggi sia quella di chiudere gli occhi per un secondo e immaginare il futuro”.
Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel suo intervento all’Assemblea generale delle  Nazioni Unite nel corso della cerimonia per la firma dell’accordo di Parigi sul clima Cop21 (l’accordo sul clima raggiunto dai 196 leader mondiali lo scorso dicembre a Parigi). La cerimonia si è svolta per scelta della Nazioni Unite il 22 Aprile,  nella Giornata della Terra. Per entrare in vigore nel 2020, l’accordo dovrà essere ratificato, accettato o approvato da almeno 55 Paesi che rappresentano il 55 per cento delle emissioni mondiali di gas serra.
L’obiettivo dell’Accordo sul clima raggiunto a Parigi è quello di contenere il surriscaldamento del pianeta ben al di sotto dei 2 gradi e di mettere in atto tutti gli sforzi possibili per  non superare 1,5 gradi.

IL PUNTO SU
 

POLEMICA SUI VOUCHER

Il 2015 è stato l'anno del boom dei buoni lavoro. A certificarlo sono i numeri diffusi dall'Inps nell'Osservatorio statistico sul Lavoro accessorio: nel corso del 2015 ne sono stati venduti, infatti, 115,1 milioni con una crescita del 66% su base annua. Un  aumento fisiologico se si considera che, la normativa, nel corso degli ultimi anni, ha ampliato le casistiche accessibili con lo scopo di far emergere il ‘lavoro nero’. C’è chi parla di sostituzione di lavoro stabile con i voucher, chi li considera la nuova forma di precarietà, chi addirittura ne vorrebbe ridurne l’utilizzo restringendo ancora di più le casistiche!
E’ sbagliato fare a priori una valutazione negativa sull’andamento dei voucher senza avere dati certi sui soggetti coinvolti: si dovrebbero incrociare i dati, tanto per capire se effettivamente vi è stata una sostituzione dal lavoro stabile con i voucher, ed il Governo, per questa valutazione, ha già richiesto i dati all’Inps. Sicuramente sarebbe importante la ‘tracciabilità’ del Voucher, ed infatti, tramite una nuova misura, il Governo cercherà di prevenire le varie irregolarità e aggiramenti della norma.
Fuori luogo e del tutto prive di fondamento, quindi, le polemiche degli ultimi giorni!
Come ha fatto presente anche il Consigliere Economico del PD Filippo Taddei , tornare indietro o ridurre le casistiche di utilizzo, incentiverebbe sono il sommerso quindi non va cambiata la Legge ma solo corretta.

 LAVORI D’AULA

 

  
APPROVATA LA LEGGE SULL’ ACQUA PUBBLICA

Dopo la Proposta di Legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 e il referendum del 2011, la Camera ha approvato la legge che definisce i princìpi per la tutela, il Governo e la  gestione pubblica delle acque riportando il tema all’interno dell’ordinamento europeo.
Cuore della legge è la definizione dell’acqua come bene naturale e diritto umano universale. In quanto tale:

-il diritto all’acqua potabile di qualità e ai servizi igienico-sanitari deve essere garantito senza interruzioni;

-l’acqua è un bene comune e tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili;

-l’acqua costituisce una risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di efficienza e solidarietà, responsabilità e sostenibilità;

-l’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana , in quanto diritto umano universale, si basa sul quantitativo minimo vitale gratuito di 50 litri giornalieri che viene garantito anche in caso di morosità;

-l’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto all’uso per l’agricoltura e per l’alimentazione animale; per tutti gli altri usi è favorito l’impiego dell’acqua di recupero.

Il servizio idrico integrato può essere affidato anche in via diretta a favore di società interamente pubbliche in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo e, per quanto riguarda il finanziamento del servizio, le norme stabiliscono che sia finanziato dalla tariffa del servizio stesso, dalle risorse nazionali nonché dalle risorse europee destinate alla realizzazione delle opere necessarie ad assicurare i livelli essenziali su tutto il territorio nazionale.
Il provvedimento passa ora al Senato per l’approvazione definitiva.
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 CASA GRAMSCI, MONUMENTO NAZIONALE

Pochi mesi, l’edificio era stato dichiarato edificio di interesse culturale dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Cagliari e Oristano. Col voto quasi unanime della Camera dei deputati, la Casa museo a Ghilarza di  Antonio Gramsci, fondatore del Pci, ha fatto il primo passo per diventare monumento nazionale. La Casa Museo, una modesta abitazione tradizionale a due piani di nera pietra basaltica con cortiletto interno di fine '800, si affaccia sulla via principale di Ghilarza. Qui Gramsci, a partire dal 1898, visse gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza con i suoi familiari.
Sebbene la casa abbia subito alcuni interventi che hanno modificato la destinazione d'uso dei suoi ambienti, essa  rievoca l'immagine di una famiglia che, pur nelle avversità e nelle difficoltà economiche, seppe trasmettergli quei valori sui quali si fonda l'intera opera gramsciana. Nel 1965 la casa fu acquistata dal Pci e divenne sede del "Centro di documentazione e ricerca sull'opera gramsciana e sul movimento operaio".

 LAVORI IN COMMISSIONE

 

DIFFUSIONE DEL LIBRO: ESAME IN COMMISSIONE
Passata in Commissione Lavoro per il parere la Proposta di Legge riguardante le  ‘Disposizioni per la diffusione del libro su qualsiasi supporto e per la promozione della lettura'.

Questa Proposta di Legge ha catturato la mia attenzione dato che si parla di libri e lettura, una delle passioni che mi ha accompagnato fin da bambina.
L’Italia, rispetto al RESTO D'Europa,  è un paese che ‘ legge ’ poco : tra i lettori, circa il 50 % ha letto al massimo tre libri in 12 mesi e una famiglia su dieci  non possiede nemmeno un libro in casa!
Questa proposta di legge nasce proprio con l'intento di  avvicinare ai libri il maggior numero possibile di cittadini, infatti vengono previste misure di sostegno a tutti i progetti (presentati in particolare dalle biblioteche) di incremento, di catalogazione e di inventariazione del patrimonio librario, nonché di invito alla lettura, con particolar riguardo alle iniziative finalizzate a sensibilizzare e coinvolgere i giovani e vengono istituite  apposite giornate della lettura. Viene prevista una card di 300 euro , con uno stanziamentocomplessivo di 50 milioni annui, per l' acquisto di libri riservata ai cittadini italiani, o di altri Paesi Ue residenti in Italia, in possesso di una determinata soglia Isee che verrà individuata dal Ministero dei Beni e le attività culturali e del turismo. Una particolare attenzione è dedicata alle iniziative atte a diffondere la conoscenza del libro italiano nei Paesi stranieri, favorendo così la diffusione della cultura italiana all'estero. Infine, sono previste  misure di agevolazione agli studenti per l'acquisto di libri di testo,  borse di lavoro e prestiti d'onore agli autori con lo scopo di contribuire, appunto, alla produzione di nuove opere.
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IN COMMISSIONE CONGIUNTA AGRICOLTURA E AMBIENTE SI DISCUTE LA PDL SUL CONSUMO DI SUOLO
Dopo un lungo e travagliato percorso la Proposta di Legge sul consumo di suolo  termina finalmente l'iter in Commissioni congiunte agricoltura e ambiente.
Il disegno di legge, che si compone di undici articoli, detta princìpi fondamentali  per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, al fine di  promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente e contenere il consumo di suolo  quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi ecosistemici, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di  dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.
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ALTRE ATTIVITA’ E ATTIVITA’ SUL TERRITORIO

 PFAS IN VENETO: LA REGIONE SE NE DOVEVA OCCUPARE GIA’ DA TEMPO

Sono stati resi noti gli esami del sangue che la Regione Veneto ha effettuato sui 500 cittadini, residenti nei comuni all’interno dell’area esposta alla contaminazione da PFAS.

Gli esami, come si temeva, hanno evidenziato valori anomali  legati soprattutto alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche.
Dopo aver ignorato e sottovalutato la questione per almeno tre anni, adesso la Regione sta frettolosamente correndo sulla questione , intervenendo in modo scomposto e inutile, e quel che è peggio, andando a scaricare costi e conseguenze su allevatori e coltivatori.
Adesso siamo di fronte ad una situazione paradossale: La Regione non sa come muoversi e quindi come si comporta? impone ad  allevatori e agricoltori di pagarsi le costosissime analisi dei pozzi, ad esempio, o ancor peggio vieta loro di usare l'acqua dei pozzi per abbeverare gli animali e costringendoli ad usare l'acqua dell'acquedotto.
Una soluzione impraticabile per due motivi: il primo è che non ci sarebbe abbastanza acqua nel sistema idrico, e in secondo luogo perché i costi di questa soluzione sarebbero insostenibili.
Mi meraviglio che proprio Zaia, che è stato Ministro dell'Agricoltura e quindi dovrebbe ben conoscere i problemi degli agricoltori veneti, appoggi una idea del genere. Nessuna iniziativa invece di  prevenzione sugli alimenti prodotti nei terreni oggetto di inquinamento.

Tra le proposte in campo per dare una risposta all'inquinamento ancora in atto c'è quella di immettere nel Fratta Gorzone acqua pulita, proveniente dall’Adige, in modo da diluire le acque inquinate e ridurre dunque i livelli di pfas. Una soluzione non risolutiva, se si continua a immettere gli scarichi industriali nel Fratta e si continua a inquinare un corso d'acqua che viene da sempre utilizzato per irrigare i nostri campi.

Sarebbe opportuno invece realizzare una rete idrica completamente indipendente  dalle acque potabili e acque destinate all'irrigazione e che non entri mai in contatto con esse, capace di contenere e depurare le acque industriali.
Ritengo inaccettabile che si continui a pensare che la bassa Padovana venga ritenuta un'area che si può sacrificare a beneficio di altre aree della Regione così come viene fatto anche nel caso delle alluvioni!

 

LA LEGGE DELLA REGIONE VENETO SULLE MOSCHEE E’ ANTICOSTITUZIONALE OLTRE CHE MIOPE
Come Deputati Veneti, e con il supporto anche dei nostri Consiglieri Regionali, abbiamo depositato  un’interpellanza urgente a mia prima firma per chiedere al Governo come intende agire nei confronti della Regione Veneto in merito alla Legge Regionale 12 aprile 2016, n. 12 , riguardante modifiche alla Legge Regionale  23 Aprile 2004, N. 11 (Legge per il Governo del territorio) approvata il 5 Aprile scorso.
Tale Legge Regionale inserisce vincoli urbanistici, linguistici e l’ipotesi di un referendum  per la realizzazione e l’attivazione di nuovi luoghi di culto.

In particolare prevede che:

– I luoghi di culto possano sorgere soltanto in aree F (infrastrutture e impianti di interesse pubblico, nella maggior parte dei Comuni presenti in periferia), purché dispongano di strade, parcheggi e opere di urbanizzazione adeguate (« con oneri a carico dei richiedenti»), previa convenzione stipulata col Comune (« contenente un impegno fideiussorio»). Queste norme riguardano gli immobili destinati a «sedi di associazioni, società o comunità di persone le cui finalità aggregative siano da ricondurre alla religione, all’esercizio del culto o alla professione religiosa, quali sale di preghiera, scuole di religione o centri culturali»;
– per le attività «non strettamente connesse alle pratiche rituali del culto» si debba usare l’ italiano;
– possibilità di indire un referendum  tra la popolazione per la costruzione di edifici di culto.

Nel 2015 anche la Regione Lombardia aveva, di fatto, cercato di modificare la propria legge per il Governo sul territorio, nelle parti dedicate alla realizzazione di edifici di culto e difatti,  e per fortuna, la modifica è stata ritenuta in parte  inammissibile dalla Corte Costituzionale in quanto lesiva del principio di laicità di fronte all’esperienza religiosa, del libero esercizio del culto, della libertà di religione, riconosciuto egualmente per  tutti, e per  tutte le confessioni religiose.

Ritengo che alcune riflessioni debbano essere fatte:

– la finalità della legge è proprio quella di discriminare  alcune religioni e questo va contro il principio    C​​ostituzionale della libertà religiosa;

– l’obbligo di utilizzare una determinata lingua rispetto ad un’altra non è competenza Regionale (  per assurdo, quindi, si dovrebbe escludere anche il dialetto Veneto? Chi controllerà che nessuno nei patronati parli in dialetto? e  quali potranno essere le sanzioni nel caso? Nessuna previsione in merito );

– i diritti fondamentali, come in questo caso, la libertà religiosa non possono mai essere sottoposti a referendum e neppure gli strumenti urbanistici;

– questa legge vuole allontanare dai centri delle città o paesi i musulmani senza rendersi conto che più le zone sono in periferia e più è difficile fare i dovuti controlli e questo viene sottolineato anche dalle comunità islamiche che preferiscono invece che tutto  avvenga alla luce del sole perché nessuno abbia dubbi sul loro operato ( questo è il modo di garantire la sicurezza per il Governo del Veneto? );

– e' probabile che il Governo impugni la Legge Regionale per incostituzionalità cosi come ha fatto per la Lombardia ma il problema è il periodo intermedio di almeno un anno durante il quale sicuramente si accumuleranno cause al Tar per contrasti tra le comunità religiose e i comuni ( Questa è l'efficienza che vuole il Governo del Veneto?);

– perché si vuole che i luoghi di culto stiano a debita distanza tra loro? ( È questa l'integrazione e la società multiculturale che pensa di creare il Governo del Veneto? );

– la norma rimanda spesso alla parola "adeguata"  (strade adeguate, distanze adeguate,  parcheggi adeguati, fideiussione adeguata) che dal punto di vista normativo non ha alcuna valenza. Questa norma potrebbe portare a situazioni assurde in cui ogni comune darà disposizioni completamente differenti e dettate esclusivamente dal fatto che l'amministrazione sia o meno favorevole alla realizzazione di edifici religiosi;

– la deroga per gli edifici già esistenti è un chiaro strizzare l'occhio alla chiesa cattolica, nella speranza che non vi sia troppa opposizione.  Peccato che questa legge invece andrà a  inficiare molte delle attività religiose o connesse delle  nostre comunità cattoliche. Potrebbe diventare un problema anche la semplice processione, la messa fatta all'aperto, i campi scout, le sagre parrocchiali dato che inizia il periodo o le scuole materne che se dovranno fare un ampliamento oltre il 30% dovranno fare una fideiussione "adeguata" .

Si tratta di una Legge miope, scritta in modo approssimativo per cercarne di nascondere la vera finalità,  ma che andrà ben oltre l'obiettivo che si è proposta andando a creare blocchi e burocrazia per tante attività religiose e utili per i nostri paesi,  ma tant'è questo è il Governo Regionale che ci siamo meritati !  Di questo ne abbiamo discusso sabato scorso a Vicenza con i rappresentanti delle  comunità religiose presenti in Veneto.

Per chi volesse approfondire la questione e organizzare un incontro sulla tematica, può scrivere al mio indirizzo mail:   rostellato_g@camera.it