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PASSI AVANTI VERSO IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA PA
E' stato firmato tra i sindacati e l'Aran, l'Agenzia di rappresentanza della pubblica amministrazione nelle trattative sui contratti di lavoro, l'accordo che riduce i comparti del pubblico impiego dagli attuali 12 a 4. Molto soddisfatta la Ministra della Pa, Marianna Madia, che su Twitter scrive "sistema contrattuale più semplice e innovativo per lavoratori pubblici e Paese".
Dopo 17 ore di trattativa i comparti del pubblico impiego si riducono, quindi, di due terzi passando da dodici a quattro: in pratica uno sarà la sanità, uno l'ambito conoscenza e dunque scuola e istruzione, uno riunirà le funzioni locali e l'ultimo tutte quelle centrali.
La riduzione dei comparti determina anche la riduzione delle aree dirigenziali, sempre a quattro, seguendo quanto previsto dalla legge Brunetta e rimasto finora solo su carta. Per salvaguardare specifiche professionalità all'interno dei comparti, ognuno avrà il suo contratto, a una parte "comune" potranno essere affiancate parti "speciali".La sottoscrizione dell'intesa era il tassello che mancava prima di poter riaprire il tavolo per il rinnovo dei contratti, come più volte rimarcato anche dalla Ministra Madia. La legge di Stabilità per il 2016 destina al capitolo 300 milioni, una cifra considerata sin dall'inizio insufficiente per i sindacati, che ora concentrano le loro attenzioni sul nuovo Def e sulla prossima finanziaria. I contratti nel pubblico impiego sono bloccati dai sei anni, uno stop non più legittimo secondo la Corte Costituzionale che a riguardo si è pronunciata con una sentenza nel luglio del 2015.
Sul tavolo della Madia non c'è solo il rinnovo. C'è anche la riscrittura complessiva delle regole del Pubblico impiego, un Testo unico previsto dalla riforma della Pubblica amministrazione che del ministro porta il nome. L'intenzione sarebbe quella di presentare il testo definitivo entro l'estate, per questo l'intenzione sarebbe di ascoltare le proposte dei sindacati sulle questioni aperte. Che sono tante e complesse. La riforma del pubblico impiego interverrà, solo per citare un esempio, su tutta la materia disciplinare, sulla quale si è già agito con la norma sulla sospensione dal lavoro entro 48 ore per i casi di flagranza, nata dopo lo scandalo dei dipendenti del Comune di Sanremo che timbravano in braghe. Ci sarà da mettere mano alle assenze seriali, a quelle di massa, agli altri tipi di assenteismo. Da rivedere le regole sui concorsi per l'accesso, il passaggio dalle piante organiche ai fabbisogni, le nuove regole sulla dirigenza. Un impegno insomma, molto complesso.
RENZI SUL REFERENDUM TRIVELLE IN DIREZIONE NAZIONALE
Ieri il segretario Matteo Renzi in Direzione nazionale è entrato nel merito del referendum sulle trivellazioni previsto per il prossimo 17 aprile, ribadendo che la posizione dell'astensione a un referendum che ha il quorum, e' una posizione sacrosanta e legittima e ha ricordato l'astensione proposta dai Ds nel 2003 sull'articolo 18. "Non votare un referendum inutile e sbagliato e' diritto di tutti: richiederebbe maggiore onesta' intellettuale dire che e' una posizione costituzionalmente corretta".
Ha poi sottolineato che chi vota per il si, motivandolo col fatto che il governo non è attento alle rinnovabili, sbaglia perché sull'energia noi siamo leader a livello europeo e cosi' anche
sulle rinnovabili. Si è  poi dichiarato d’accordo con Prodi quando dice che le royalties debbano essere messe a disposizione di un principio energetico alternativo.
"Vorrei invitare tutti a informarsi", ha aggiunto Matteo Renzi. "La discussione e' su quella ventina di piattaforme attive entro le 12 miglia: se al termine della convenzione si possa o meno interrompere i lavori. Non sono nuove trivelle o perforazioni, ma piattaforme esistenti entro le 12 miglia che tirano fuori gas e olio. Se vince il si' ci sara' il procedimento di concessioni e autorizzazioni, se vince il no o non si raggiunge il quorum si potra' andare avanti finche' petrolio e gas non finiscono”.
Ha esortato tutti a discutere nel merito del quesito referendario senza i falsi slogan e demagogia.
"Vogliamo cedere alla cultura per cui chi crea ricchezza e' cattivo, brutto e va allontanato? – "Vogliamo continuare – sostiene Renzi- a fare giochini da semplificatori dei social media per cui si dice che le multinazionali sono il nemico? O vogliamo dire che sono una parte dell'economia del paese, che creano posti di lavoro e che quando vanno via c'e' una crisi da risolvere?".
Il premier ha mostrato una slide che spiega come le multinazionali in Italia hanno "13.165 controllate per 1 milione e 200 mila occupati, creando il 14% del pil italiano e il 25% dell'export italiano".
E rivendica quindi anche i contatti del governo con i manager delle multinazionali: "Si', se viene Tim Cook io lo ricevo…pensate che stranezza: un ministro, un presidente del Consiglio che incontra un imprenditore".

LAVORI D’AULA CAMERA

TRACCIABILITA' DEI PRODOTTI: APPROVAZIONE IN AULA
Approvata alla Camera, in prima lettura e con nessun voto contrario, la legge sulla tracciabilità dei prodotti e contro la contraffazione. Ora il testo passa all'esame del Senato.
Il provvedimento è volto a migliorare l'accesso alle informazioni che consentono la tracciabilità dei prodotti, al fine di promuovere il diritto all'informazione dei consumatori e tutelarne gli interessi. Le finalità della proposta di legge sono anche quelle di promuovere e incentivare i produttori che volontariamente si dotino di tecnologia per la tracciabilità dei propri prodotti.

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MISURE A TUTELA DEL SISTEMA OLIVICOLO OLEARIO ITALIANO

Approvata la nostra mozione che ha come fine principale la cura, la gestione e, in particolare, il controllo accurato del settore olivicolo oleario, una delle aree di eccellenza dell'intero comparto agricolo. Nel testo, tra le altre misure, si sottolinea la necessità di un "libro genealogico" dell'olivo.
Quantificare il fenomeno della contraffazione è un'operazione complessa in quanto i dati a disposizione, come in ogni ambito di attività illegali, sono frutto di stime ed approssimazioni.
Analogamente a quanto accade in ogni altro Paese colpito, la contraffazione provoca in Italia molteplici effetti dannosi: riduce il fatturato delle imprese e determina una concorrenza sleale nei confronti delle medesime, sottrae posti di lavoro e genera evasione fiscale. Sullo sfondo resta poi l'effetto forse più grave, consistente nel lucro realizzato dalla criminalità organizzata.

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DICHIARAZIONE DI VOTO 

 

MODIFICA DELL'INDICATORE ISEE PER LE FAMIGLIE
Approvata in aula la mozione che chiede al governo un provvedimento urgente per il ripristino alle famiglie con persone disabili del precedente Isee, restituendo così ad un corretto utilizzo uno strumento fondamentale per le politiche di assistenza.
In particolare la mozione impegna il Governo a dare organica attuazione alla sentenza del Consiglio di Stato del 29 febbraio 2016 che escluse categoricamente  l'indennità di accompagnamento dei disabili e le altre indennità per persone disabili dal calcolo del reddito ai fini ISEE, a mantenere l'indicatore di situazione economica equivalente quale strumento utile a contribuire a determinare chi ha diritto di accedere a prestazioni di sostegno al reddito o a determinare l'eventuale compartecipazione alle rette per servizi pubblici e a valutare la necessità di intervenire con urgenza e con le opportune iniziative normative al fine di evitare che si generino in futuro situazioni di incertezza normativa con conseguenze potenzialmente dannose per i nuclei familiari più fragili.

 

LAVORI IN COMMISSIONE

 

 

PROPOSTA DI LEGGE COMPARTO ITTICO IN COMMISSIONE LAVORO

In queste settimane in commissione lavoro ho svolto di ruolo di relatrice del provvedimento che riguarda il comparto della pesca e dell'acquacoltura, elaborato dalla commissione agricoltura.
L'obiettivo della presente proposta di legge è quello di fare un intervento incisivo per ridare competitività e sviluppo alle imprese ittiche nazionali, determinandone la crescita dimensionale e il rafforzamento sui mercati globali.
 
La proposta di legge consta di 29 articoli ed in estrema sintesi prevede:

•    L’istituzione del Fondo per lo sviluppo della filiera ittica, con una dotazione di 10 milioni di euro finalizzato ad incrementare gli investimenti e gli interventi di ricerca e di sviluppo tecnologici, a facilitare l'accesso al credito e alla ristrutturazione delle imprese ittiche, migliorando le condizioni generali della filiera e modernizzando il settore;
•    La destinazione di specifiche risorse all'imprenditore ittico per la realizzazione di programmi finalizzati alla tutela del consumatore, alla tutela della concorrenza nei mercati internazionali e alla razionalizzazione del mercato interno, alla semplificazione delle procedure amministrative, alla promozione di interventi di formazione continua e permanente;
•    L’istituzione di centri di assistenza per lo sviluppo della pesca e dell'acquacoltura;
•    Un finanziamento certo del Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura da destinare all'agricoltura ed alla pesca al fine di assicurare il necessario sostegno al ricambio generazionale ed alle imprese giovanili del comparto ittico.
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DISCUSSIONE DELLA MIA RISOLUZIONE SUL COMPARTO PESCA
La pesca da sempre  rappresenta per l'economia italiana una risorsa e un’opportunità, presentando un importante ruolo sociale e culturale nelle molte comunità di mare del nostro Paese. Un settore prezioso che impiega circa 30 mila persone e che dà vita ad un sistema come quello della trasformazione del pesce che fattura 2,2 miliardi di euro. In Italia con 12 mila imbarcazioni è presente circa il 14% della flotta europea.
Purtroppo il settore, peggio di altri, è stato investito dalla crisi e numerosi fattori ne stanno causano l’impoverimento: basti pensare al caro gasolio, all’ impoverimento degli stock ittici, al mancato ammodernamento delle imbarcazioni, alla competizione con i prodotti importati di scarsa qualità e venduti a basso costo.
Ma non solo, ad incidere sono anche e soprattutto fattori relativi alle condizioni di lavoro degli addetti, carenti principalmente delle normali tutele previste per gli addetti di altri settori.
Ecco perché ho depositato in commissione un’importante risoluzione che impegna il governo ad agire subito al fine di eliminare le storture presenti in questo vitale settore.
Nel comparto ittico manca infatti un idoneo e generalizzato sistema strutturale di ammortizzatori sociali da attivarsi  in caso di sospensione dell'attività di pesca, e questo rende poco conveniente l’attività a livello professionale, mancano norme aggiornate e decreti ancora da emanare sulla sicurezza del lavoro, e mancano congrue tutele ai fini pensionistici, dato l’usurante lavoro a bordo delle imbarcazioni e una revisione totale del codice di navigazione con la previsione del mantenimento del posto di lavoro per il dipendente in caso di malattia o infortunio.
Giovedì finalmente comincia la discussione in commissione lavoro!

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ALTRE ATTIVITÀ e ATTIVITA’ SUL TERRITORIO

PROPOSTA di LEGGE REGIONALE sul CONTENIMENTO DELLE ‪NUTRIE‬
Le nutrie che proliferano senza controllo rappresentano una minaccia costante per gli argini, gli scoli, le colture e persino gli esseri umani. La Regione Veneto è al lavoro su più fronti per mettere a punto soluzioni integrate per il contenimento e l’eradicazione di una specie che costituisce ormai una emergenza ambientale e sanitaria.
In queste settimane i tecnici del Dipartimento agricoltura e caccia della Regione sono al lavoro, in collegamento con gli esperti dell’Ispra, i tecnici dei ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura nonché con i tecnici delle Province, per predisporre un piano regionale di controllo che consenta, in sintonìa con la normativa vigente, l’uso di strumenti di controllo come trappole, sostanze chimiche, mangimi antifecondativi, sino all’abbattimento affidato a personale qualificato e selezionato, pubblico e privato. Nel contempo è all’esame del Consiglio regionale la proposta di legge n. 123, di cui è primo firmatario Gianpiero Possamai, che pianifica un programma di contrasto a questi roditori.
Da una prima analisi la proposta di legge appare molto frammentaria e carente di alcuni aspetti fondamentali : manca, ad esempio, l’attribuzione dei ruoli (chi fa cosa) e dei finanziamenti da destinare; non sono definiti né i periodi in cui si può cacciare e con quali armi da fuoco né i luoghi dove non si possono usare armi da fuoco (esempio vicino alle aree di balneazione nel periodo turistico etc.).
Auspico che il lavoro che verrà fatto in commissione risolva questi dubbi e dia una risposta concreta al problema delle nutrie.

 

PFAS: UNA BREVE ANALISI

 

Come avrete visto nelle ultime settimane sui giornali locali il consiglio regionale del Veneto ha dovuto affrontare una delle situazioni più spinose e emergenziali dal punto di vista ambientale e sanitario che coinvolge molti comuni di Vicenza, Verona e Padova .
I Pfas sono prodotti nel Nord-Est da una multinazionale di Trissino (Vicenza) che, secondo l'Arpav, li ha immessi per decenni direttamente nel fiume Agno e in un depuratore civile che scarica nel fiume Fratta-Gorzone, la cui acqua è usata per irrigare i campi e allevare gli animali. A oggi la contaminazione delle falde acquifere si estende per circa 180 kmq, interessando oltre 350.00 persone in circa 50 comuni di 4 provincie venete.
Nel luglio 2013 le autorità informarono i cittadini sulla presenza nelle falde acquifere del Veneto, spesso in concentrazioni elevatissime, dei composti perfluoroalchilici (Pfas), una “nuova” classe di inquinati persistenti globali, le cui principali proprietà chimico-fisiche (stabilità termica, idrorepellenza, oleorepellenza) sono sfruttate per produrre una miriade di prodotti di largo consumo quotidiano. I più noti sono probabilmente il rivestimento anti-aderente delle padelle (Teflon) e il Goretex. I Pfas sono usati, fra l'altro, per la produzione di: pesticidi e insetticidi; detersivi; pelli; tessuti impermeabili; contenitori per alimenti (sacchetti per patatine, ecc.) dai quali, possono essere cedute ai cibi.
Due settimane fa quindi il Consiglio regionale, sollecitato dalle forze di minoranza, ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad accelerare i tempi per la raccolta dei campioni mancanti del biomonitoraggio ematologico sui detentori di pozzi privati, a  prevedere ed effettuare un’ulteriore puntuale analisi sulla catena alimentare, ad attivare ogni utile informazione sullo stato dell’indagine coinvolgendo le Amministrazioni locali, le associazioni e i comitati interessati ed a realizzare, una volta accertata l’entità della contaminazione nelle diverse matrici, tutti gli interventi volti alla prevenzione dell’inquinamento dell’ambiente e della catena alimentare assumendo ogni iniziativa presso le autorità statali per la definizione dei limiti di legge per la ammissibilità della presenza di sostanze Pfas. C'è da dire che dal 2013 ad oggi qualcosa si sarebbe potuto fare, tipo prendere una serie di precauzioni e comunicare alla cittadinanza un modello di stile di vita per evitare o contenere l’assunzione dei pfas tramite l’alimentazione, la Regione Veneto non è certo la prima a confrontarsi con il problema dei pfas, vi sono studi ed esperienze precedenti su cui ci si sarebbe potuti basare anche senza attendere i risultati del biomonitoraggio.
Invece nessuna indicazione è stata data in ambito alimentare per il consumo di carne, pesce e verdure. Gli ultimi provvedimenti presi dalla Regione tra l'altro appaiono improponibili: impedire agli allevatori di usare l’acqua dei pozzi per abbeverare gli animali (basti pensare che un bovino adulto ogni giorno beve circa 50 Litri di acqua) non è economicamente sostenibile per le nostre aziende agricole. Forse sarebbe auspicabile puntare sul controllo della carne che va al macello e che stata nutrita e abbeverata in zone a rischio e capire cosi in quali parti degli animali si depositano le sostanze nocive e in quali quantità e cosa è preferibile non utilizzare di queste bestie.
Sembra quasi che di fronte a un caso cosi complesso la Regione Veneto non sia in grado di gestire seriamente il problema tenendo conto anche delle esigenze dei cittadini e degli agricoltori.

 

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO ‘MAMME DENTRO’
Lunedì sono stata presso presso la Biblioteca del Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell'Università di Padova alla presentazione dell'ultimo libro di Carla Forcolin.
Un libro che parla di bambini innocenti ma in carcere perché li con la loro madre detenuta.
Un libro di esperienze vissute ma anche di riflessioni e proposte preziose per noi che ci troviamo a dover dare una risposta al mondo del carcere e a questi bambini che meritano una vita il piu possibile normale.
L'impegno del Governo per creare gli ICAM (istituti di custodia attenuata per madri) cosi come previsto dalla legge 62/2011 è lodevole, ma è un progetto monco se non è affiancato a garantire ai bimbi una vita anche fuori dal carcere, perché un bambino per una crescita armoniosa, ha bisogno di stimoli continui e di vivere a contatto con altri bambini e anche adulti diversi dalla madre.
Si deve quindi garantire una rete di sostegno affiancato agli ICAM, si deve riconoscere e sostenere il ruolo delle associazioni e delle persone che si rendono disponibili ad un affidamento diurno dei bambini, e soprattutto vi deve essere una consapevolezza delle istituzioni dell'importanza di dare a questi bambini il diritto a una vita fuori dal carcere.
Vi è poi il problema dei bambini che arrivati a 6 anni devono uscire dal carcere mentre la madre finisce di scontare la pena. Anche in questo caso va rivisto l'istituto dell'affidamento per favorire più serenità al piccolo che è costretto a vivere lontano dalla madre. Si tratta spesso di piccoli stranieri e che non hanno nessuno fuori che può accoglierli, oppure si trovano in situazioni familiari cosi gravi da non permettere il reinserimento in famiglia.
Mi auguro che queste questioni, di cui mi faro' portatrice, trovino spazio del decreto di attuazione della delega per l'effettivita' in carcere e sulla discussione sulle adozioni che tratterà anche l'affido familiare.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

        
                     

 

È partita la campagna elettorale per il referendum sulle trivellazioni che si terrà il prossimo 17 aprile.

 

Sui media e sui social spesso vengono diffuse  informazioni non correttesull'oggetto del referendum. Credo quindi sia importante che facciamo chiarezza sulquesito che i cittadini sono chiamati a votare.

 

Ogni cittadino ha diritto di avere la propria opinione sul tema delle trivellazioni e questa e-mail non ha certo lo scopo di influire sulle convinzioni personali di ognuno,  ma vuole fare  una  panoramica dell'attuale situazione e di quali conseguenze avrebbe il referendum se vincesse il si o il no, in modo che il nostro sia un  voto cosciente

Vi aspetto, quindi, a questi due importanti appuntamenti!

 

L'11 Aprile, alle ore 20,45 vi aspetto in sala Paladin a Padova per parlare di 'Lavoro Autonomo'
Tantissime le novità!
Ne discuteremo con le Colleghe Vanessa Camani e Chiara Gribaudo, e con il Portavoce Nazionale di Alta Partecipazione Andrea Dili! Con noi Antonio Bressa e Umberto Zampieri.
Non mancate!