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TESTAMENTO BIOLOGICO. TESTO PRONTO PER L'AULA

La vicenda della morte di Dj Fabo (Fabiano Antoniani, morto il 27 febbraio con una procedura di suicidio assistito in Svizzera) ha sollevato nuovamente la discussione sulla legge sul testamento biologico.
Non entrerò nel merito della questione specifica. Per natura credo che le persone debbano essere libere di scegliere e credo che lo Stato dovrebbe mettere, in ogni ambito, i cittadini in condizioni di farlo.  
I temi che riguardano la vita e la coscienza personale sono temi complessi da affrontare,  sono temi in cui non vi è mai una verità assoluta e, ritengo, su cui è sempre meglio astenersi dal giudizio sugli altri. 
Per cui non entrerò nel merito se dj Fabo ha fatto la scelta giusta o sbagliata o se Cappato ha fatto bene o ha fatto male a sostenerlo. Il bene e il male, il giusto o sbagliato sono concetti relativi. 
Ma su una cosa hanno ragione: che il Parlamento italiano sta impiegando troppo tempo per licenziare la legge sul testamento biologico!
Le proposte di legge in discussione in commissione Affari sociali alla Camera sono state depositate all’inizio di questa legislatura, ma la discussione in commissione è iniziata solamente un anno fa a seguito anche dell’appello di molti parlamentari (tra cui la scrivente) alla Presidente Boldrini per calendarizzare la proposta di legge in commissione. 
Ora il provvedimento è quasi giunto al termine della sua discussione in commissione ed è previsto il passaggio in aula per il prossimo 13 marzo.
Ovviamente dobbiamo sperare che il Senato o lo approvi senza modifiche o, quantomeno, riesca a contenere la discussione in tempi ridotti in modo da portare a casa il risultato prima della fine di questa legislatura.
Credo sia stato un errore arrivare a discutere un provvedimento così importante ora che la fine della legislatura si avvicina e comunque è incerta. 
Sarebbe importante dare al Paese una risposta su questo tema al più presto!
Ogni cittadino ha il diritto di decidere se i medici devono tentare ogni strada per tenerlo in vita o se devono lasciare che la natura faccia il suo corso, è ingiusto che su un tema come questo ad oggi ancora non vi sia una normativa in merito.
Per fugare ogni dubbio è importante dire subito che il testo non parla in nessun modo di eutanasia quindi tutte le polemiche che circolano su questo punto sono infondate. 
Si può condividere o meno il fatto che il testo non lo contenga, ma è stata una precisa scelta politica di non entrare nel merito di quella questione, troppo divisiva, per giungere a una conclusione in breve tempo, concentrandosi invece sulle altre disposizioni sul fine vita.
Credo sia utile quindi spiegare che cosa prevede esattamente il testo in discussione.
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MIO COMUNICATO SU VOUCHER A SEGUITO DELLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO POLETTI

VOUCHER:  IL MINISTERO DEL LAVORO RIVEDA LA SUA POSIZIONE

La presa di posizione del Ministero e della commissione lavoro della camera sui voucher è improponibile e fa emergere una visione pregiudiziale nei confronti degli imprenditori. Come si può proporre che i voucher vengano usati solo dalle famiglie per piccoli lavori e non dalle  imprese? 
Abbiamo evidenza del fatto che l'utilizzo dei voucher ha fatto emergere  parte del lavoro nero esistente."  Così la deputata di commissione Lavoro Gessica Rostellato, commentanto la posizione del Ministero Poletti sui voucher. "Non vi è dubbio che vi siano abusi e certamente questi vanno contrastati ma la risposta non può essere l'abrogazione totale dei voucher per le aziende. Per alcune attività l'utilizzo dei voucher è fondamentale e nessun contratto di lavoro li può sostituire. Eliminare questo strumento significa incentivare il lavoro nero. 
La risposta agli abusi deve essere il controllo.  Dare per scontato che tutti coloro che utilizzano i voucher lo facciano in maniera distorta è ingiusto e non veritiero.  Sarebbe più utile chiedersi perché le aziende in alcuni casi utilizzino i voucher in maniera distorta e fare una seria riflessione sui tipi di contratto flessibile esistenti e sulle procedure previste per metterli in atto dato che spesso la burocrazia e i costi collegati ad essa, sono motivo di disincentivo al loro utilizzo. 
Vorrei inoltre far notare che a fianco di soggetti che si lamentano per l'utilizzo distorto di voucher ci sono anche soggetti che sono contenti di essere retribuiti in maniera semplice, veloce con un reddito esentasse che permette di mantenere ad esempio la disoccupazione o di non cumulare questi ingressi a quelli da pensione o da lavoro dipendente.  Nessun'altra forma di pagamento permette cio'." conclude Rostellato

8 MARZO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Anche quest’anno per l’8 marzo tutti i musei e luoghi della cultura statali apriranno le loro porte gratuitamente alle donne. Una giornata di festa che il Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo, guidato da Dario Franceschini, celebra, insieme alle aperture gratuite, con un’apposita campagna di comunicazione social e una galleria di donne eccezionali, la cui fama ha attraversato i secoli anche grazie all’arte e alla cultura. Anche per questa iniziativa l’invito rivolto ai visitatori è quello di una vera e propria caccia al tesoro digitale nei musei italiani, muniti di smartphone o macchina fotografica, alla ricerca di donne in dipinti, sculture, vasi figurati, arazzi e affreschi delle epoche e delle collezioni più disparate. Tutti possono condividere le proprie foto con l’hashtag #8marzoalmuseo e invadere i social con opere da tutta Italia, seguendo un filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni statali. Grande attesa di presenze e partecipazioni, anche per l’appuntamento con la domenica al museo che si rinnova il prossimo 5 marzo. La campagna è promossa su tutti i social network del Mibact e dei musei statali, ma ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani, nato lo scorso agosto, in occasione delle Olimpiadi di Rio, per rilanciare le opere del patrimonio culturale italiano dedicate allo sport. 
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DATI ISTAT: POLETTI, IMPORTANTE SEGNALE DI CALO DISOCCUPAZIONE GIOVANILE – In tre anni 711mila occupati in più

 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ha rilasciato il seguente commento sui dati Istat relativi a occupati e disoccupati di gennaio 2017:
"I dati di oggi ci consegnano un quadro complessivamente positivo del mercato del lavoro. A gennaio gli occupati crescono di 30mila unità rispetto al mese precedente; la disoccupazione resta stabile e diminuisce, anche se lievemente, il tasso di inattività, segno di una maggiore partecipazione al mercato del lavoro. In particolare, gli occupati stabili crescono di 21mila unità rispetto a dicembre e gli indipendenti di 36mila, mentre calano gli occupati a termine.
Importante il segnale positivo che viene dal tasso di disoccupazione giovanile che, seppure ancora elevato (37,9%), cala di 1,3 punti percentuali in un mese.
Significative le variazioni che si evidenziano su base annua. Alla forte diminuzione degli inattivi (461mila in meno) corrispondono una notevole crescita degli occupati (236mila in più) e un aumento delle persone che cercano attivamente lavoro (126mila in più).
Complessivamente, da febbraio 2014 cresce di 711mila unità il numero degli occupati, 509mila dei quali sono lavoratori stabili, e con un tasso di occupazione giovanile in aumento di 1,2 punti percentuali. Positiva anche la dinamica relativa ai disoccupati, che diminuiscono complessivamente di 175mila unità, con un calo di 5,5 punti percentuali del tasso di disoccupazione giovanile".

LAVORI PARLAMENTARI

APPROVATO IL DECRETO MILLEPROROGHE

Il 23 febbraio 2017, la Camera ha convertito definitivamente in legge il decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante “Proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative”, comunemente conosciuto come “Decreto Milleproroghe”. 
La prassi dell’adozione dei cosiddetti decreti «milleproroghe» ha le sue origini a metà degli anni Novanta, e tutte le forze politiche che sono state forza di governo vi hanno fatto ricorso. È di tutta evidenza infatti che si ricorra a questo strumento vista la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire a fronte della scadenza ravvicinata di una serie di termini previsti dalla legislazione vigente. Volendo citare solo alcune tra le più rilevanti disposizioni che necessitavano di essere prorogate vi sono, ad esempio: la proroga dell’indennità di disoccupazione per i co.co.co. scaduta a fine dicembre; la proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici; alcune norme antiterrorismo; la proroga di una serie di misure a favore delle aree colpite dal terremoto, come la sospensione delle rate dei mutui e quella per il pagamento delle imposte sui redditi da fabbricati, la stabilizzazione dei precari dell’Istat, dell’Istituto superiore di sanità e dell’Antitrust, l’assunzione di 887 agenti della polizia penitenziaria, le misure in favore dei pensionati e le norme antievasione. In questo decreto ci sono molti interventi che meritano di essere sostenuti e sottolineati, frutto in larga parte del positivo lavoro svolto in parlamento nel confronto con il Governo e con tutti gli attori interessati.

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APPROVATA LA NUOVA LEGGE SU SICUREZZA E RISCHIO CLINICO 

Il 28 febbraio la Camera ha approvato il testo unificato in materia di sicurezza delle cure e della persona, nonchè in materia di responsabilità degli esercenti professioni sanitarie.
Il testo unificato è il frutto della sintesi di numerose proposte di legge di iniziativa parlamentare presentate sin dall’inizio della legislatura sul tema della responsabilità professionale del personale sanitario. Il provvedimento affronta e disciplina i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie e delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, le modalità di svolgimento dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l'obbligo di assicurazione e l'istituzione del Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità̀ sanitaria.
Si disciplina dettagliatamente il procedimento che porta all’emanazione delle linee guida, che costituiscono il presupposto per l’accertamento della responsabilità penale. Finalità principale del provvedimento, sicuramente complesso per i temi trattati, è quella di conciliare l’esigenza di garantire la sicurezza delle cure a tutela dei pazienti, definita come parte costitutiva del diritto alla salute, con quella di assicurare maggiore serenità agli esercenti la professione sanitaria. Questi ultimi sono quelli che al momento subiscono gli effetti di un enorme contenzioso, talvolta con effetti devastanti sotto l’aspetto del ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, che incide in modo assai negativo sulla spesa pubblica e sull’incremento dei costi delle polize assicurative, diventato ormai inaccessibile soprattutto per i giovani medici.
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FONDO PER INCENTIVARE GLI ACCORDI TRA SINDACATI E AZIENDE IN MATERIA DI CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO. LA MIA INTERROGAZIONE 

Nel decreto legislativo n. 80 del 2015 relativo alle Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro,  è stato introdotto in via sperimentale per il triennio 2016, 2017 e 2018 un fondo per incentivare gli accordi tra sindacati e aziende in materia di conciliazione famiglia-lavoro.Come si legge nel testo, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, dovevano essere definiti criteri e modalità per l'utilizzo delle risorse di cui sopra, sulla base delle linee guida elaborate attraverso l'adozione di modelli finalizzati a favorire la stipula di contratti collettivi aziendali.  Purtroppo non risulta ancora emanato il decreto attuativo, per cui i fondi del 2016 che non sono stati utilizzati rischiando di essere persi e, se non venisse emanato il decreto in questione in tempi brevi, anche i fondi messi a disposizione nel 2017 e nel 2018 potrebbero essere perduti o destinati ad altre misure.Ho chiesto al Ministro se intenda assumere urgentemente iniziative affinché sia adottato al più presto il decreto attuativo e siano recuperate le somme messe a disposizione per l'anno 2016.
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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE : INDIZIONE DEL REFERENDUM SULL’AUTONOMIA DEL VENETO

Con la collega Rubinato abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari regionali e al Ministro dell'interno.
L’oggetto dell’interrogazione verte su l'indizione del referendum consultivo sull'autonomia del Veneto
Dopo il via libera da parte della Corte costituzionale con la sentenza n. 118 del 2015 e la recente approvazione da parte del Consiglio regionale Veneto di modifiche alla legge regionale del 19 giugno 2014 n. 15 concernente l'indizione del referendum consultivo sull'autonomia del Veneto, noi elettori residenti nel Veneto saremo chiamati ad esprimerci in merito al seguente quesito: «Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ?»;
Per tale referendum  sono stati stanziati nel bilancio regionale circa 14 milioni di euro, che tuttavia potrebbero essere ridotti in casi di svolgimento della stessa in concomitanza con altre consultazioni elettorali. Dal momento che ancora non è stata individuata dal Governo la data di indizione della prossima tornata elettorale amministrativa e questo potrebbe favorire la decisione di concordare con la regione la fissazione di un cosiddetto «election day», abbiamo chiesto al Governo se intenda consentire lo svolgimento della consultazione referendaria Veneta con le prossime elezioni amministrative,così da poter risparmiare quelle risorse che sono completamente a carico dei cittadini.

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